«Organismo di vigilanza Si poteva risparmiare»

PAVIA L'organismo di vigilanza doveva per forza essere composto da tre persone pagate 40mila euro l'anno, o l'incarico poteva essere affidato al collegio sindacale? Su questo interrogativo, il sindaco Massimo Depaoli sta cercando di capire se la decisione di Asm di nominare tre persone possa essere considerata accettabile o meno. «Secondo alcune interpretazioni – dice Depaoli – le funzioni dell'organismo di vigilanza potrebbero essere demandate al collegio sindacale o a un dirigente con il ruolo di responsabile anti corruzione». Si sarebbero, insomma, potuti risparmiare 40mila euro di compensi e 10mila euro di spese. Ma cosa è, di preciso, l'organismo di vigilanza? Si tratta di un adempimento previsto dal decreto legislativo 231 del 2001. In sostanza, alle società (inizialmente solo a quelle private) venne imposta l'istituzione di un soggetto che vigilasse sulle procedure interne per evitare che gli amministratori della società commettessero illeciti con lo scopo di favorire la società stessa. L'esempio più comune è quello della corruzione, laddove, ad esempio, un amministratore paghi tangenti per fare in modo che la sua società si aggiudichi una commessa o un appalto. In seguito, la necessità di dotarsi di un organismo di vigilanza è stata estesa anche alle società che operano con capitale pubblico e alle società partecipate dagli enti locali, come, appunto, Asm Pavia. Questo soggetto (o questi soggetti) deve avere un profilo tecnico elevato, dovendo occuparsi sia di questioni finanziarie che di questioni giuridiche. Secondo l'interpretazione che il sindaco e l'assessore Ruffinazzi stanno approfondendo, nel tempo ci si sarebbe resi conto che le funzioni dell'organismo di vigilanza si sovrapponevano perfettamente a quelle del collegio sindacale. Di qui, la possibilità di affidare al medesimo (già retribuito dalla società) il compito di vigilanza. «Anche per questo – prosegue il sindaco – l'assessore Ruffinazzi ha chiesto ai vertici di Asm di spiegare in maniera dettagliata come si sia arrivati a individuare queste tre persone. In particolare, se vi sia stato un bando o un avviso pubblico e quante richieste siano pervenute in via Donegani». Un altro elemento sul quale, dal Comune, arrivano segnali di irritazione riguarda il fatto che la decisione di rinnovare l'organismo di vigilanza sia stata presa senza - sostengono gli amministratori comunali - essere stata preventivamente comunicata al Mezzabarba. Tanto che il vice sindaco e assessore al personale, Angela Gregorini, ha inviato il 22 ottobre una lettera nella quale sottolinea l'invito a comunicare in anticipo il conferimento di incarichi. Tantopiù se gli incarichi sono destinati a durare per tre anni. (f.m.)