Le scuole restano al freddo Voghera lancia la protesta
«Il caso non riguarda la nostra scuola». Precisa così la dirigente del liceo Galilei di Voghera, Daniela Lazzaroni, in merito alla vicenda dello studente di liceo scientifico che, avendo visto accolto il ricorso al Tar, potrà ridare parzialmente la sua prova d'esame della maturità. «Il generico riferimento nel pezzo al liceo scientifico - dice ancora la dirigente - determina l'identificazione della scuola destinataria del provvedimento con il liceo cittadino pubblico che dirigo. La cittadinanza non conosce gli esiti dei nostri esami di Stato (tutti promossi, media di Istituto 81/100) ma alla luce del contenuto dell'articolo» potrebbe attribuire «indebitamente al corpo docente una mancanza di professionalità che non gli appartiene». Per quello che riguarda il caso dello studente vogherese che dovrà ridare l'esame, la nuova sessione potrebbe tenersi già nei prossimi giorni. di Carlo Gobbi wVOGHERA «Svegliarsi anche prima delle sei del mattino per prendere il pullman, arrivare a scuola e nelle aule c'è freddo: così proprio non va bene, e allora abbiamo deciso di uscire». E' la sintesi del pensiero di un gruppo di studenti del Maragliano e del Baratta, ieri mattina davanti all'istituto di Pombio. La Provincia aveva deciso lo stop ai riscaldamenti anche negli istituti di Pavia, Mortara, Vigevano e Stradella. Le prime avvisaglie dell'inverno e le rimostranze per la settimana corta hanno portato alla protesta vogherese. Anche all'Ipsia Calvi di via Ricotti all'inizio dell'orario delle lezioni non sono mancate le contestazioni, ma in quel caso la maggior parte degli studenti è entrata regolarmente in classe. Ieri mattina il preside del Maserati-Baratta, Filippo Dezza, ha parlato con i suoi studenti: «La Provincia nel tardo pomeriggio di mercoledì, fra l'altro senza neanche avvisare i presidi interessati, ha mandato gli addetti a spegnere gli impianti. Io ho inviato tre mail (al presidente Bosone, all'assessore Visponetti e alla funzionaria responsabile di queste problematiche) segnalando il disagio ed aggiungendo che il riscaldamento, tenendo conto del repentino abbassamento delle temperature, doveva essere riavviato, perchè le cose tornassero normali quanto prima». Il preside Dezza si aspetta che stamattina (venerdì) il tutto possa essersi risolto. «Negli anni scorsi – dice Martina, studentessa del Baratta indirizzo turistico – c'erano stati nostri compagni e compagne che andavano a far lezione portandosi le coperte da casa, stamattina non si poteva resistere neanche con giacche a vento e piumoni. Se pensiamo che è stata la prima giornata un po' fredda, stiamo freschi...». Silvia abita a Santa Maria della Versa e frequenta il Maragliano: «Io arrivo a casa alle 16, per i noti problemi della settimana corta: devo anche occuparmi delle faccende di casa, faccio i compiti e vado a dormire, perchè il mattino dopo la sveglia suona prestissimo. Non mi sembrano condizioni di vita decenti: oggi ci si è messo anche il freddo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Alessia frequenta la quarta del Maragliano ed ha un appunto da fare: «Ci sono locali della scuola dove non riesci a stare neanche in maglietta per il caldo che fa, invece le nostre classi sono gelate. E' un fatto che non riusciamo a capire». I rilievi polemici proseguono con Debora: frequenta il Maragliano e abita a Lungavilla: «Può sembrare un viaggio breve, il mio, però tante volte non è così, perchè fra coincidenze, ritardi e quant'altro basta poco per farci perdere tempo e quindi fare tardi sulla "tabella di marcia" fra compiti a casa e incombenze domestiche. Confidiamo che la Provincia modifichi questa novità della settimana corta, che sta creando problemi un po' a tutti». Il quadro dipinto da un gruppo di studenti della valle Staffora (abitano a Varzi, Romagnese, Zavattarello, Bagnaria) è – se possibile – ancora peggiore: «I pullman sono pieni, qualche volta non si fermano neanche alla fermata di piazza Meardi perchè arrivano già al completo: ci sono problemi anche a farsi tutto il viaggio in piedi perchè manca lo spazio. Bisognerebbe provare un solo giorno per rendersi conto di persona del disagio che c'è». Maurizio Visponetti, assessore provinciale: «Posso dire che gli impianti saranno accesi fin da oggi dalle 6 alle 9,30: dico anche che ieri (giovedì) non mi sembrava che ci fosse stata una temperatura così bassa per le scuole. Ricordo che lo standard è di 18 gradi».