Ebola, Mortara controlla i profughi
MORTARA Ebola-fobia anche a Mortara. I 32 migranti africani ed asiatici dell'operazione "Mare Nostrum" ospitati a Mortara in una palazzina di via Belvedere gestita dalla cooperativa Faber di Inveruno (pagata per l'accoglienza dallo Stato) dovranno fornire nelle prossime settimane un certificato medico in cui si certifica che non hanno malattie trasmissibili come scabbia, tubercolosi, aids e la tanto temuta Ebola di cui c'è in corso un'epidemia in Africa con casi anche in altri continenti. In assenza in questo certificato ai migranti sarà notificato dalla polizia locale di Mortara un divieto di dimora in città. Ad occuparsi delle visite saranno, con ogni probabilità, i medici di base di Mortara. «Non è una schedatura personale, basta un certificato collettivo in cui si attesta l'assenza di queste malattie – spiega il sindaco leghista di Mortara Marco Facchinotti – Vogliamo avere la certezza che gli ospiti non abbiano malattie facilmente trasmissibili». «I controlli sono già stati fatti tutti da molto tempo, non hanno nessuna malattia – sottolinea il responsabile della cooperativa Faber, quella che ospita i profughi, Fabio Garavaglia che dovrà prendersi carico della pratica chiesta dall'ordinanza – Il sindaco e la giunta di Mortara arrivano tardi, i ragazzi hanno solo mali comuni, niente Ebola. Se vogliono informazioni in più chiedano all'Asl o alla prefettura. I problemi più gravi tra i migranti a Mortara sono una bronchite mal curata anni fa ed una ernia iatale». Ma la prevenzione anti-Ebola in Lomellina come si sta facendo? «Abbiamo adottato tutti i protocolli chiesti dal ministero e dall'organizzazione sanitaria mondiale – spiegano dall'Asl – Questo riguarda Asl, ospedali, medici di base e 118. Ebola comunque ha un'incubazione al massimo di 21 giorni è difficilissimo che chi arriva con i barconi ce l'abbia e non mostri già i devastanti sintomi di questa malattia». E per le altre malattie? «I migranti vengono controllati all'arrivo alle frontiere – aggiungono dall'azienda sanitaria - Però certe malattie possono essere in incubazione e non dare alcun sintomo. Per questo facciamo la sorveglianza sindromica dei migranti sul nostro territorio, proponendo anche loro vaccini che non avevano mai fatto». Ma cos'è la sorveglianza sindromica? E'un sistema di controllo continuo dei migranti per cui vengono forniti in tempo reale eventuali sintomi di malattie non diagnosticate. In caso di un aumento nel numero di persone con i sintomi scattano accertamenti ed eventuali ricoveri. Sandro Barberis