Maugeri, trattativa su stipendi slitta ancora

PAVIA Niente streaming, la Fondazione Maugeri ha detto no alla richiesta dell'assemblea dei lavoratori. E niente piano industriale, ma solo un "Piano": l'incontro con le delegazioni di tutta Italia sulla vertenza stipendi degli oltre 3550 dipendenti si è concluso con un nulla di fatto. Il direttore generale Alberto De Matthaeis ha ribadito che la proposta risponde alla richiesta dei lavoratori di non passare al contratto privato, e che «il complesso delle azioni del Piano, volte allo sviluppo dei ricavi e alla razionalizzazione dei costi, consentiranno di limitare il disavanzo dell'esercizio 2014, riportare in equilibrio e rendere sostenibile la situazione economico-finanziaria di fondazione per il prossimo triennio 2015-17 con ritorno all'utile già nel 2015». Ha parlato di «possibile avvio di nuovi posti letto, miglioramento dell'offerta sanitaria e sinergie con altre realtà, in coerenza con le esigenze regionali e azioni di riduzione, riorganizzazione e revisione, su tutte le voci di costo compreso il personale (per 18 milioni, ndr) che saranno oggetto di specifici incontri a livello di istituto» oltre a tagli dei costi su «consulenze, prestazioni di terzi, spese, servizi e consumi». Che restano comunque inferiori al taglio sul personale. I sindacati di medici e infermieri hanno ribadito la loro posizione: lo sforzo maggiore non può essere fatto dai dipendenti. «Analizzeremo il prospetto che ci è stato presentato _ spiega Mimmo Galeppi, Uil _ E chiederemo un incontro con la presidenza per capirne la posizione». «Siamo delusi _ spiega Laura Castellani, Cisl Montescano _ Se non parte il cantiere perderemo pazienti. La struttura è obsoleta, non c'è aria condizionata. Ma noi siamo stati i primi a fare riabilitazione per lo scompenso cardiaco, siamo andati in tutta Italia a insegnare come si fa, per questo vengono da noi. Abbiamo fatto sacrifici, ora non ci fidiamo più". «Basta assegni in bianco a questa dirigenza _ dice Domenico Mogavino, segretario provinciale Cisl Fp _ Ci aspettiamo proposte concrete e non speranze vaghe». «L'unica novità dell'incontro _ spiega Massimo Mincuzzi, Fials nazionale _ è la sintesi di un piano industriale che piano non è: sviluppare attività a pagamento per 5 milioni di euro, espandere le attività al Sud, ma senza dire come, puntare su riabilitazione pediatrica. E la trattativa slitta ancora». «Ci hanno di nuovo dato solo ipotesi, nessuna certezza – dice Gilberto Creston, Cgil - Pensano di incrementare i ricavi, ma tagliando comunque le retribuzioni». «Senza piano industriale concreto come facciamo a valutare le proposte?» dice Daniela Rottoli, Usb lavoro privato. @anna_ghezzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA