Depaoli dichiara guerra al cda di Asm

di Linda Lucini wPAVIA Il cda di Asm resta e va avanti. Allora il sindaco dice basta: «Sto facendo i conti per mandarli via. Mi spiace solo per gli esborsi a carico dell'amministrazione, ma quel che accade è patetico». Non è tenero Depaoli e nuppure misurato nelle dichiarazioni: «Sono rinchiusi come in un fortino, scollegati dall città e sipreoccupano solo degli emolumenti. Se la città fosse pulita, se il verde fosse a posto capirei che volessero restare accanitamente, ma poichè non è così, ora basta perchè in città c'è bisogno di un cambiamento». Mentre il sindaco si agita, il cda va a vanti come se niente accadesse attorno: prende atto delle dimissioni del consigliere Luca Filippi e resta al suo posto compatto. «Unanime, il cda ha deliberato di proseguire il proprio mandato a norma dello statuto vigente, al fine di completare le iniziative avviate», si legge nello stringato comun icato emesso a fine riunione dove i consiglieri hanno deciso, tra l'altro, di non fare alcuna dichiarazione. Inoltre nella riuione il cda, presente anche il collegio sindacale, ha deciso di rinunciare «al cosiddetto premio di risultato nonostante i risultati positivi di AsmPavia per evitare il persistere di strumentalizzazioni politiche». Il che tradotto in politica serve ad allontanare le cririche di voler restare per questioni di emolumenti e tradotto in cifre significa che i tre consiglieri rimasti ( Graziano Leonardelli, Albertop Artuso e Matteo Mitsiopoulus) e il presidente Giampaolo Chirichelli non si assegneranno complessivamente oltre centomila euro lordi (lo scorso anno il premio è stato di 118 mila euro). Per il resto si va avanti come se nulla fosse accaduto e questo fa saltare i nervi a Depoaoli: «Il bouns pè come togliere la ciliegina e lasciare la torta. C'è un bilancio da chiudere, Asm lavoro da sistemare, e ppoi Technostone: tutti nodi aperti. Il cda è delegittimato nei fatti». Asm peò continua a decidere: infatti ha appena nominato per tre anni l'ex consigliere comunale Pdl Giovanni Demaria, Luigi Codazza (Pdl di Landriano) e l'avvocato Andrea Nobili quali componenti del rinnovato organismo di vigilanza. Chi dei tre sarà eletto presidente prenderà 16mila euro l'anno, glialtri due 12mila. In Comune l'hanno spauto solo a cose fatte con il risultato che dall'assessorato al Personale retto da Angela Gregorini è partita una lettera in cui si invita l'azienda a comunicare in anticipo il conferimento di incarichi, i soccetti ai quali si intende affidarli, gli obiettivi, le relative spese e la durata. Nella lettera, oltre a sollecitare una riduzione delle spese per incarichiprofessionali, Gregorini chiede nuovamente i numeri dei dipendenti assunti, le scadense dei contratti a tempo determinato e le modalità di reclutamento del personale. I conti che il sindaco sta facendo riguardano le indennità che andrebbero comunque pagate ai quattro componenti del cda se dovessero lasciare il posto prima della scadenza naturale del mandato (aprile 2015) e poi bisogna mettere in conto anche gli eventuali costi di una causa che i quattro potrebbero intentare. «Non vorrei arrivare a quel punto – dice il sidnaco – ma le armi che abbiamo sono spuntate. Non vi sono elementi per un'azione di responsabilità, c'è solo la sfiducia. Una sfiducia che nei fatti sia io sia il Pd abbiamo già dato prendendo le distanze da cio che hanno fatto e faranno». Depaoli lancia un messaggio anche alle altre forze politiche: «Chi non si allontana da loro si piglia la responsabilità di ciò che sta accadendo» .