Sblocca Italia: verso uno stop all'Iva 4 %

ROMA L'Iva al 4% sulle ristrutturazioni edilizie, approvata venerdì scorso in commissione Ambiente, potrebbe saltare dal decreto Sblocca Italia. I dubbi sulla misura sono molti, a partire da quelli dei tecnici della Camera, ai quali si sommano le perplessità della Ragioneria generale dello Stato e, quindi, la bocciatura della commissione Bilancio di Montecitorio. Il parere ufficiale della commissione non è ancora arrivato, ma potrebbe essere ultimato entro questa mattina, giusto in tempo per l'esame e il voto dell'Aula, chiamata ad esprimersi a partire dalle 12. Tra l'altro, non è esclusa l'ipotesi di ricorrere alla fiducia. Sempre che vengano comunque rispettati i tempi previsti e le votazioni non debbano subire un nuovo slittamento. I dubbi sulla marea di emendamenti approvati nel rush finale della commissione sono del resto molti. L'Iva al 4% anzichè al 10% non sarebbe del resto compatibile con la normativa Ue, che la permette solo in alcuni settori specifici. Da anni Bruxelles chiede all'Italia un riallineamento al rialzo dell'aliquota più bassa. Ma, soprattutto, una misura del genere non sarebbe coperta. L'emendamento del Movimento 5 Stelle, approvato in commissione, prevede una sorta di compensazione con il rialzo dal 4% al 10% dell'Iva sulle costruzioni, ma i tecnici del servizio Bilancio della Camera hanno spiegato che una compensazione simile non è scontata. Anzi. Stessi rischi posti anche da un'altra misura choc. Sempre con un emendamento dei Cinquestelle è passata un'estensione della deduzione del 20% dell'Irpef per l'acquisto di tutte le case nuove, senza più l'obbligo di concederle in affitto a canone concordato per 8 anni. Secondo i tecnici, potrebbe essere necessaria «un'ulteriore copertura» rispetto a quella prevista nel decreto. Non del tutto convincente è anche lo stanziamento di 50 milioni aggiuntivi nel Fondo emergenze nazionali, che dovrebbero andare a favore di Genova e degli altri territori colpiti da calamità, sfruttando il Fondo di coesione nazionale. Gli stanziamenti potrebbero peraltro non arrivare ai 100 milioni annunciati in commissione, visto che il Fondo emergenze dispone al momento di 3 milioni di euro dai 50 originari per il 2014. Ma i dubbi sono tantissimi, sulle materie più disparate e praticamente su ogni argomento trattato dagli emendamenti. La commissione Bilancio potrebbe imporre lo stralcio di molte nuove norme o, nel caso del ricorso alla fiducia. Un maxi emendamento del governo potrebbe tentare una generale riorganizzazione. Non è neppure escluso però un ritorno in commissione Ambiente dove verrebbero corretti i testi che hanno sollevato maggiore polemica, dall'Iva alla deduzione Irpef sulle case, con la riproposizione dell'obbligo di affitto. Se così fosse, il voto definitivo dell'Aula slitterebbe a domani.