Filippi lascia il cda, tensioni in Asm

di Linda Lucini wPAVIA Il consiglio di amministrazione non se l'aspettava e quando ieri mattina al presidente Giampaolo Chirichelli è arrivata la lettera di dimissioni dal cda di Asm da parte di Luca Filippi si è scatenata la bagarre anche perchè in Comune incrociavano le dita sperando nell'effetto domino in grado di azzerare l'intero cda nominato da Alessandro Cattaneo. «Prendo atto del segnale dato da Filippi facendosi da parte – dice il sindaco Massimo Depaoli – Mi auguro che altri seguano il suo esempio». Risultato: tutti in coperta i consiglieri di amministrazione in attesa di vedere le mosse altrui. «No comment», dice Matteo Mitsiopoulus. Prende tempo anche il presidente Chirichelli che ha sempre detto di rispondere solo alla Lega. Il Carroccio non ha ancora preso alcuna posizione anche se le riunioni sono state in corso fino a tarda sera. «Ho preso atto della dimissioni del consigliere Luca Filippi – si limita a dire Chirichelli – sono state protocollate e convocherò già questa settimana un cda in merito». Tra l'altro una riunione del consiglio della partecipata è già fissata per domani. Di certo resta Graziano Leonardelli che risponde secco: «Questo consiglio scade ad aprile 2015, se qualcuno vuol dimettersi lo faccia. Lasciare o restare sono scelte personali». Le pressioni si concentrano sul consigliere Pd Alberto Artuso, ma lui lascia intendere che farà orecchie da mercante a chi gli tira la giacchetta: «Aspetto il cda di domani», dice. E se da un lato il sasso nello stagno lanciato da Filippi junior scatena un'ondata nel lago della politica locale, dall'altra tutti si dicono stupiti della decisione di dare le dimissioni proprio ora. Tra l'altro in una stagione che per Asm continua ad essere critica, visto il fuoco incrociato di accuse che ha tenuto banco in tutta la campagna elettorale e visto anche la recente acquisizione di atti in Asm Verde da parte della polizia giudiziaria. Nella lettera lui motiva l'addio definitivo ad Asm (l'incarico ad Asm lavori l'aveva già lasciato lo scorso anno) dicendosi in disaccordo con la scelta di cedere le quote di Line: «Con la responsabilità politica che ho sempre sentito in questi anni, non posso non pensare che il clima di mancanza di fiducia che quotidianamente vede l'Amministrazione prendere le distanze da ogni nostra decisione danneggia l'Asm che ho avuto l'onore di amministrare per cinque anni ed al cui buon andamento mi sento legato. Presa di distanza, peraltro, che può anche avere influito sulla scelta di uscire da Lineche considero politicamente sbagliata e finanziariamente molto negativa». Filippi dice che Line produce un utile di 600mila euro e la cessione a «un prezzo intorno ai due milioni di euro appare troppo bassa». «Ma quel che è più grave è che la decisione mette il trasporto pubblico locale interamente in mano ai privati», dice l'ex consigliere. Da lì alle dimissioni, ne passa e se ne stupisce anche Artuso: «Eravamo tutti critici, ma non possiamo che adeguarci alle scelte del socio di maggioranza. Io ero per l'acquisizione delle quote di Lodi, ma poi non sarebbero bastate. Ci sarebbero voluti altri soldi per il piano del trasporto locale». «Mi sembrano strane queste dimissioni all'ultimo minuto. Un anno fa Chirichelli insieme al direttore Tedesi avevano prospettato la vendita e non mi sembrava che vi fossero voci contrarie in Asm – Cristina Niutta che sulla questione Asm aveva lasciato giunta Cattaneo – In un anno, comunque si può cambiare idea».