Casorate, casa di riposo ed ente Rho: ricorso al Tar
di Giovanni Scarpa wCASORATE Nomine casa di riposo ed ente Rho, scatta il ricorso al Tar. Ad inoltrarlo, i capigruppo di opposizione uniti nel chiedere ai giudici amministrativi di annullare le nomine di alcuni consiglieri del cda per incompatibilità. A finire nel mirino dell'opposizione - che ha inoltrato anche al prefetto un esposto sulla vicenda - è il sindaco Antonio Longhi, accusato di aver messo due consiglieri di maggioranza (Enzo Bina e Gilberto Conti) fra i componenti dello stesso cda , benchè questo sia espressamente vietato dall'attuale normativa in materia composizione dei vertici delle fondazioni. Almeno secondo quanto sostenuto dalla stessa minoranza anche in una lettera recapitata al prefetto. Una battaglia politica che ora diventa anche giudiziaria. «Questa situazione di palese illegalità genera anche incertezza negli enti controllati – dicono i consiglieri di opposizione che hanno firmato il ricorso, Luigi Cosentini (Casorate nel cuore), Giuseppe Artemagni, Giovanna Belloni ( Casorate Bene Comune) e Luigi Amatulli (Movimento 5 stelle) – . Basti pensare che nella fondazione Rho la nomina del presidente e del vice presidente si è resa possibile solo grazie al voto dei diretti interessati che si sono auto-votati, perché diversamente non sarebbero state raggiunte le maggioranze previste dallo statuto della fondazione a causa dell'astensione dal voto di tre componenti del cda. Non vorremmo, ed è la seconda preoccupazione, che tutto il lavoro svolto nei due Enti in questi anni, fosse condizionato e vanificato da tali scelte fatte dall'attuale sindaco in aperto contrasto con la normativa e che, lo si deve francamente rilevare, sono del tutto infelici anche dal punto di vista politico perché irrispettose della richiesta di trasparenza da parte della cittadinanza». «Per me è ancora più inspiegabile – precisa Luigi Cosentini – . Per ben cinque anni Enzo Bina consigliere comunale di minoranza e Gilberto Conti hanno condiviso con il sottoscritto mozioni ed interpellanze, denunce in procura in nome della trasparenza, del rispetto delle regole e della legge il tutto fino alla scadenza elettorale del maggio scorso. Ora si trovano, il primo come componente di maggioranza nella fondazione ente Rho Luigi Vittorio e il secondo nella fondazione Delfinoni. Spero che capiscano la situazione e si dimettano, in modo da consentire agli enti di lavorare serenamente nell'interesse della cittadinanza».