Mortara, a rischio i corsi per adulti

MORTARA Situazione di stallo per la scuola Eda che, ad oggi, non ha locali nei quali iniziare le lezioni. Il Cpia (Centro per l'istruzione degli adulti) di Mortara conta 130 iscritti e chiede una sede, ma la situazione non sembra potersi sbloccare facilmente. Il problema si è creato in estate quando il Pollini (che negli ultimi anni ha ospitato il centro Eda) si è trovato a dover fronteggiare un problema di carenza di spazi. La preside Elda Frojo ha deciso di ricavare una classe per 30 studenti nei locali della vecchia presidenza nella sede di palazzo Lateranense, mentre i locali per la dirigenza sono stati spostati nella sede centrale di via Ospedale, occupando una classe che solitamente era destinata ai corsi Eda. «Non c'era altra soluzione – spiega la dirigente scolastica – perché questi locali erano troppo piccoli per ospitare 30 ragazzi». A quel punto è partita la ricerca di una nuova sede per la scuola per adulti. La svolta è arrivata a il 30 settembre quando, nel corso di un incontro tra le parti in causa, si è deciso di collocare l'Eda tra via Marsala (per le lezioni del mattino) e palazzo Lateranense (per il pomeriggio). Una soluzione che però non ha soddisfatto la scuola in quanto questi locali non sono considerati adatti. «I locali in questione sono idonei dal punto di vista delle sicurezza e sono sempre stati utilizzati dagli studenti del Pollini – replica la preside della scuola professionale –. Indubbiamente sono vecchi e poco funzionali, per questo abbiamo chiesto alla Provincia una nuova sede, ma, come si sono adattati per anni i ragazzi che li hanno utilizzati, non vedo perché non possa fare lo stesso chi frequenta la scuola Eda». A questo punto i responsabili della scuola per adulti hanno cercato altre soluzioni. «La preside dell'istituto Clerici di Mortara – dice Dario Homok, uno dei docenti responsabili della scuola – si è detta disponibile a metterci a disposizione alcune aule, ma poiché si tratta di un istituto privato dovremmo pagare un canone di affitto. A questo punto dovrebbe farsene carico la Provincia, ma tutte le istituzioni sono latitanti. Non sappiamo più a chi rivolgerci e temiamo che questa sia la fine di un servizio che viene erogato dal 1997». I responsabili dell'Eda hanno documentato con foto e video la situazione dei locali assegnati. «Mi dissocio da questa loro iniziativa – dice la preside del Pollini – lo hanno fatto senza autorizzazione. L'ho segnalato all'Ufficio scolastico provinciale». (a.c.f. e f.t.)