Cogliati, un gol per ripartire col Pavia
di Luca Simeone wPAVIA Una galoppata di trenta metri, la finta, il dribbling secco sul difensore e il rasoterra che non dà scampo al portiere. Ma poi nessuna esultanza, e non perché non ce ne fosse motivo, anzi: semplicemente, la sua gioia Pietro Cogliati se l'è voluta tenere tutta dentro, fino a quando gli abbracci dei compagni non l'hanno fatta salire su. «No, non sono un freddo – assicura lui – quando con l'Albinoleffe abbiamo segnato all'ultimo minuto il gol vittoria ho inseguito Romanini per tutto il campo. E' che stavolta mi sentivo così, ma il gol è stata una liberazione». Ed è stata anche la rete del 2-0 del Pavia, quella della sicurezza contro l'Arezzo. Ma soprattutto, dopo alcuni spezzoni di gara nei quali aveva dato una buona impressione, la prestazione con gol di sabato ha segnato il ritorno ufficiale di Cogliati: perché la stagione scorsa, tra FeralpiSalò e Pergolettese, non è stata proprio da ricordare. «Lo aspettavo da un po' questo gol – racconta il ventiduenne milanese – ne avevo bisogno come qualunque attaccante, ma anche perché l'anno scorso non è andata bene, non se per colpa mia o di altri». Al Pavia ci è arrivato negli ultimi giorni di mercato, nello scambio che ha portato alla Feralpi l'ex azzurro Romero. E a quanto pare, mai decisione fu più azzeccata. «Lo spogliatoio del Pavia è fenomenale – racconta Cogliati – ho tanti compagni dai quali posso imparare e credo che proprio la fiducia degli altri verso di te sia la cosa più importante. Le qualità tecniche in fin dei conti ce le hanno tanti giocatori, quello che fa la differenza è sempre di più la testa. Da questo punto di vista, qui al Pavia ci sto proprio bene». Anche dal punto di vista ambientale: «La città? Splendida, un gioiellino». Il gol lo ha segnato mettendo a frutto le sue doti migliori, un po' da ala vecchia maniera: corsa, velocità, dribbling, precisione nel tiro. Mister Maspero dice che «Cogliati nonostante la struttura fisica esile è uno determinato, che non si ferma nemmeno di fronte a un muro». Dopo le giovanili nel Milan assieme a Luca Ghiringhelli (anche lui '92) era approdato alla Tritium con l'ex capitano azzurro Andrea Arrigoni: una buona stagione, con 23 presenze (molte delle quali subentrando) e 3 gol. Poi l'annata successiva pochi minuti giocati tra Pergolettese e Feralpi. «Sono venuto a Pavia per rimettermi in gioco – spiega – ma non bisogna pensarci troppi a darsi obiettivi: sono tranquillo, ho la fiducia del mister e dei compagni e questo mi basta. Cerco solo di dimostrare quello che valgo». E dopo lo scivolone del Pavia a Mantova la vittoria sull'Arezzo ha rimesso in marcia il Pavia: «Si sono viste le vere qualità della nostra squadra, a Mantova non bisogna più pensarci: ripartiamo da qui». Per arrivare dove? «Siamo una buona squadra con buonissimi giocatori e possiamo dire la nostra contro chiunque. Dobbiamo solo continuare a lavorare come abbiamo fatto finora». ©RIPRODUZIONE RISERVATA