Discarica amianto, sindaci contro

di Anna Ghezzi wCAVA MANARA Il fronte dei sindaci contro la discarica di cemento amianto si compatta ancora di più e ora contesta la scelta della Regione di convocare in tutta fretta la conferenza dei servizi in cui dovranno esprimere nuovamente il loro parere sulla discarica di cemento amianto alla ex Cava Villa. La convocazione è arrivata il 15 ottobre per il 21. «Sei giorni per preparare risposte tecniche alle integrazioni progettuali è poco», dice Alessandro Zocca, sindaco di San Martino, che si è trovato con i colleghi Michele Pini di Cava Manara, Paola Ferrari di Sommo, Massimo Nascimbene di Zinasco, Renzo Zanetti vice di Carbonara e Fabrizio Silvestri sindaco di Villanova al Carpe Diem, sulla lanca a poche centinaia di metri di distanza dall'area in cui Risorse future ha disegnato la mega discarica di cemento amianto lungo l'ipotetico percorso dell'autostrada Broni-Mortara. «Ci hanno convocato con poco preavviso – spiega Zocca – e in concomitanza con la notizia dello sblocco dei finanziamenti per la bonifica della Fibronit a Broni. Chiediamo di ritardare la conferenza dei servizi per permetterci di arrivare preparati sull'ennesima variazione della discarica. Noi sindaci siamo sempre più convinti del fatto che qui questa discarica non si debba fare. Non capiamo in che modo sia stata scelta una localizzazione dell'impianto che non tiene conto delle criticità viabilistiche, del paesaggio che da un lato ci viene chiesto di tutelare e sviluppare in termini di turismo fluviale e di via Francigena e dall'altro viene deturpatoò. Non tiene conto della vicinanza a case, ferrovia, campi, cavi. Il progetto viene bocciato ogni volta e ogni volta ripresentato cambiato. Capiamo che trasformare un campo in una discarica che muove milioni di euro sia un affare appetitoso ma sindaci e cittadini sono sempre più contrari, Regione e Provincia non ci ascoltano». «Colpisce il silenzio assordante dei consiglieri regionali Giuseppe Villani, Angelo Ciocca e Iolanda Nanni sulla questione – dice Michele Pini, sindaco di Cava – Il progetto è un'opportunità e un affare per qualcuno, ma non per il territorio. Non ci fermeremo e chiederemo che i nostri rappresentanti del territorio e lo stesso assessore Melazzini si facciano portavoci della nostra posizione contraria in Regione. La stessa Regione che approva il Pgt di Cava che impedisce lo spostamento dei cavi irrigui e poi dice che non conta». «Non vogliamo altri tir oltre a quelli che già porta la raffineria di Sannazzaro – dice Nascimbene – e la discarica ne porterebbe circa 40mila in più». «E non vogliamo che la regione accetti la proposta di Risorse future –dice Zanetti – perché venga data subito l'autorizzazione a iniziare e che in seguito, una volta che la discarica sarà piena per due terzi, allora si affronterà la questione dei cavi irrigui».