Le mamme vincono la battaglia del menù
VIGEVANO Alla fine hanno vinto le mamme, o almeno hanno vinto il primo round. La nuova commissione mensa propone alcune modifiche al menù delle elementari dopo le proteste dei genitori per i figli che non mangiavano a scuola perché il cibo non era di loro gradimento, ora sarà il dietologo dell'Asl ad avere l'ultima parola. «La commissione ha già tenuto alcune sedute – spiega Alberto Panzarasa, dirigente scolastico del comprensivo Anna Botto – perché tra poco entrerà in vigore il menù autunnale. Le mamme che fanno parte di questa commissione hanno chiesto una diversa distribuzione dei piatti, basata soprattutto su un equilibrio tra prima e seconda portata». In questo primo mese di scuola, e quindi di mensa, i genitori si erano lamentati perché la qualità del cibo non era "a misura di bambino", soprattutto nella composizione del menù. Accontentare il palato di un bambino, talvolta, potrebbe essere un'impresa ardua, ma non sorprende il fatto che un pasto composto da minestrone e uovo sodo, per esempio, sia stato rifiutato da molti bambini, mentre la frittata del giorno seguente abbia raccolto le critiche delle mamme perché «i bambini non possono mangiare così tante uova in una settimana». Quindi ora si cambia. «Hanno proposto di spostare il riso e la pasta al forno – continua Panzarasa – in giornate diverse, dove appunto di secondo ci fosse qualcosa di leggero». Intanto i genitori stanno aspettando che il Comune pubblichi sul sito il menù aggiornato (al momento c'è quello dello scorso anno). Svolta anche per il servizio mensa nell'istituto comprensivo Vittorio Veneto. Come riporta il verbale del consiglio d'istituto «sarà consentito agli alunni, esclusi dal servizio mensa per motivi economici, consumare un pasto portato da casa all'interno dello stesso locale nel quale viene servito il pranzo ai propri compagni. L'esclusione dalla mensa lede il diritto delle famiglie alla scelta del tempo scuola più consono alle proprie esigenze e viola l'articolo 3 della Costituzione che sancisce il diritto all'uguaglianza di tutti i cittadini. Infine, visto che l'organico della scuola primaria è stato ridotto, non possiamo più sorvegliare gli alunni che consumano un pasto in classe mentre i loro compagni sono in mensa». Selvaggia Bovani