Studente del Foscolo convocato a Roma per la riforma scuola

di Anna Ghezzi wPAVIA Uno studente del Foscolo spiega perché non ci può più essere una scuola che inseghna Shakespeare ma non a parlare in inglese, il funzionario del ministero dell'istruzione gli propone di entrare a far parte di una commissione ministeriale sulla riforma scolastica. È accaduto a Pavia, nell'aula magna del Copernico, durante il tour «La buona scuola», viaggio del ministero dell'Istruzione per parlare della riforma della scuola e per raccogliere indicazioni utili da chi lavora nelle scuole pavesi. In platea ci sono tanti studenti che si chiedono come sarà la maturità a giugno, ma per quasi un'ora e mezza si parla di burocrazia, valutazione dei docenti, poteri al dirigente scolastico, organici. Solo verso la fine a prendere la parola sono loro, gli studenti. «Parlate di futuro, ma al classico all'ultimo anno conosciamo perfettamente Shakespeare, ma non sappiamo parlare in inglese – spiega Enrico Stivella, del Foscolo – è come se un inglese studiasse Dante per imparare l'Italiano. Qual è la soluzione? Una riorganizzazione della didattica, con l'istituzione della materia "Letteratura", che raggruppi tutte le letterature europee dal medioevo a questa parte. Impostazione che risolverebbe un altro problema: attualmente, oltre alle letterature antiche vengono insegnate letteratura italiana e, appunto, inglese. Per assurdo è possibile diplomarsi al liceo classico senza conoscere né Cervantes né Dostoevskij, che hanno la sfortuna di non aver scritto né in italiano né in inglese e sono quindi esclusi dal programma di studio mentre si conoscono a memoria vita, morte e miracoli di Ciro de Pers, mesto rappresentante della poesia barocca italiana e contemporaneo dei già citati Shakespeare e Cervantes». Stivella pone anche questioni di metodo (basta studio nozionistico, piuttosto si insegni un metodo di ricerca) e viene accolto dagli applausi dello stesso Luciano Chiappetta, capo dipartimento per l'Istruzione al Ministero tornato a Pavia per ascoltare insegnanti e studenti e raccogliere suggerimenti per la riforma della scuola voluta da Renzi: «Farà parte della commissione ministeriale per la revisione dei programmi, compatibilmente coi suoi impegni», annuncia. I suggerimenti si possono anche inviare anche sul sito www.labuonascuola.gov.it anche se, fanno notare i rappresentanti della Consulta degli studenti «manca un controllo di sicurezza, e siamo riusciti a iscriverci più volte e quindi far pesare di più il nostro parere. Come noi può farlo chiunque». Chiappetta rimanda le accuse al mittente e risponde sulla sicurezza del sito, poi risponde anche alla politica: la vicepresidente della Provincia Milena d'Imperio ha ricordato che se mancano i laboratori, le palestre, entra l'acqua quando piove, #labuonascuola rimane solo uno slogan. E Chiappetta replica: «Il piano edilizio c'è, i soldi pure».