Tullio Pericoli «I miei pensieri passano dalla mano»
VIGEVANO Il suo mestiere è «dipingere sui giornali»: Tullio Pericoli si racconta in "Pensieri della mano"(Adelphi) libro-intervista, scritto con Domenico Rosa, in cui l'artista ripercorre il suo rapporto con il segno grafico sulla scorta di una convinzione personale: «Nella mano c'è una sapienza e insieme, a volte, il peso della sapienza. Tutto si svolge tra me e la punta estrema del pennello o della matita che sta tracciando quel segno». E' la mano che completa, e spesso anticipa, l'opera della vista, quasi lavorando con una sua innata conoscenza che oltrepassa l'istinto. La concezione dell'arte di Pericoli è improntata a un rapporto viscerale tra l'artista e l'opera, come lui stesso spiega: «Dipingere è quasi un duello tra il quadro e l'idea che il pittore stesso ha di quel quadro». Il disegno ha per lui un ruolo fondamentale nella storia dell'umanità: «Delineare su un muro il profilo di un animale è un salto mentale vertiginoso. Per chi l'ha fatto deve essere stato uno choc fortissimo. Di colpo cambiava il suo modo di vedere il mondo, che da quel momento sentiva nelle sue mani. Quel gesto è stato importante quanto l'invenzione della ruota o del fuoco».