Caos al dispensario, ambulatorio in tilt
Sei donna? Hai più di 50 anni? La menopausa è arrivata prima dei 45? Sei magra? Hai avuto fratture? Sei sedentaria? Abusi di alcol o caffé? Fumi? Hai usato a lungo il cortisone? Hai artrite reumatoide? Hai parenti con l'osteoporosi? Se la risposta è sì a 4 o più domande meglio effettuare un'indagine densitometrica - che misura la massa ossea e la sua densità minerale - e un controllo da uno specialista del metabolismo osseo. Lunedì torna la Giornata mondiale contro l'osteoporosi promossa da O.N.Da. Per sensibilizzare le donne a rischio il Policlinico San Matteo mette a disposizione una guida redatta dagli specialisti di Reumatologia e del Servizio di dietetica e nutrizione clinica. L'osteoporosi infatti colpisce in silenzio una donna su tre tra i 60 e i 70 anni. di Anna Ghezzi wPAVIA «Oggi 14 ottobre non si consegnano i referti delle lastre»: il cartello è apparso nell'atrio del presidio pneumotisiologico di viale Gorizia, e i pazienti arrivati con la loro ricevuta in mano per ritirare gli esami si sono sentiti presi in giro. «Nessuno ci ha dato una spiegazione», spiega un signore di Filighera, e gli fa eco una ultrasessantacinquenne di Belgioioso: «E' la quarta volta che devo venire di persona e sono malata: prima bastava presentarsi con l'impegnativa e si facevano visita e lastra subito, facendo la coda, prendendo il numerino. Ora invece il primo giorno mi hanno fatto prenotare, sono tornata il giorno dopo e mi hanno fatto la visita e la radiografia ai polmoni e il terzo giorno dovevo ritirare l'esito. Ma si sono rifiutati di darmelo dicendo che non si consegnava. così sono tornata oggi». Quattro viaggi, di cui uno senza spiegazioni. Era già accaduto che qualcuno al pneumotisiologico prendesse l'iniziativa con cartelli non autorizzati dalla direzione dell'Azienda ospedaliera, suscitando le proteste dei pazienti: l'anno scorso in piena epidemia di infezioni respiratorie e influenza era apparso un foglio simile: «Questa mattina si accettano al massimo 25 visite». E poi, alle 12:30: «Questo pomeriggio si accettano al massimo numero 6 visite, dal numero 1 al numero 6». Con i bigliettini del turno già staccati e messi sul dispenser verde del presidio pneumotisiologico di viale Gorizia. Come allora, anche in questo caso l'indicazione non è arrivata dall'Azienda ospedaliera: «Il responsabile è già stato redarguito a dovere – spiega il direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera della Provincia di Pavia Antonino Bonaffini – E' stata un'iniziativa autonoma». Ma i disagi per i cittadini non finiscono lì: al Pneumotisiologico c'è da almeno tre anni un punto giallo, imballato. Non funziona, non è mai stato messo in funzione. Quindi, al Cup che si trova nell'atrio, sulla destra, le impiegate consegnano a chi prenota un bollettino per il ticket, e spediscono la gente in posta a pagare, con tanto di commissione di un euro per ogni pagamento. Il cittadino deve poi consegnare la ricevuta di pagamento allo sportello, di persona al momento del ritiro esami o via fax, altrimenti riceve un sollecito a pagare e deve provare di avere già provveduto. «Prima funzionava così bene – racconta un altro utente in una lettera spedita al giornale – si andava senza prenotare, si faceva la lastra e si usciva con la cura da fare. Ora si cerca di rendere difficile la vita ai malati e così facendo però si rende il servizio molto meno efficiente: che senso ha prenotare da un giorno con l'altro, e solo di persona? Ho provato a telefonare ma non accettano». La verifica è presto fatta: basta andare allo sportello e chiedere come accedere alla visita, viene spiegato che dal primo ottobre occorre prenotare, che l'attesa è di pochi giorni, e che non si può prenotare al telefono. «È una situazione transitoria – spiega ancora Bonaffini – a breve si potranno effettuare anche le prenotazioni telefoniche tramite in numero verde regionale. Per gli utenti non cambierà nulla, una volta che tutto sarà a regime: il numero di visite giornaliere è basato sul dato storico, gli uffici assicurano che le prestazioni non sono state toccate. Uno degli obiettivi di budget dell'azienda ospedaliera, in base ai criteri regionali, è che ogni prestazione sia fatta sulla base di una prenotazione. Questo è stato fatto, tanto più che il Pnaumotisiologico è sempre stato utilizzato come punto di autopresentazione, ma col personale presente e le richieste crescenti non potevamo fare le veci del pronto soccorso». In un anno, in media, al dispensario vengono effettuate 5300 visite, oltre 4500 controlli e quasi 23mila altre prestazioni. Una media di 40 visite al giorno più le altre prestazioni che elevano di molto il numero di interventi quotidiani. Il presidio pneumotisiologico di viale Gorizia svolge infatti attività specialistica di pneumologia, tisiologia, allergologia respiratoria, fisiopatologia respiratoria: si possono fare visite pneumologiche con esame radiografico del torace a complemento, i test tubercolinici, screening allergologici, prove di funzionalità respiratoria, c'è l'ambulatorio fumatori per la disassuefazione dal fumo di tabacco e la palestra di riabilitazione nell'insufficienza respiratoria cronica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA