Ha ucciso il padre, perizia sulle ferite
SILVANO PIETRA Bisogna fare chiarezza sulle ferite riportate da padre e figlio, prima di decidere quale sarà la sorte processuale di Mauro Mangiarotti. E' l'esito dell'«incidente probatorio» che si è svolto ieri pomeriggio in tribunale a Pavia. Lo scenario è quello dell'omicidio di Silvano Pietra: lo scorso 10 giugno Mauro Mangiarotti, un magazziniere di 42 anni, aveva ucciso a coltellate il padre Alessandro, rimanendo ferito a sua volta con una coltellata al ventre. Mauro Mangiarotti, dopo essere stato dimesso dall'ospedale, è stato rinchiuso nel carcere di Pavia. A difenderlo sono i legali vogheresi Antonio Rossi e Annarita Baldino. «Noi sosteniamo la tesi della legittima difesa - spiegava ieri pomeriggio Rossi - Il giudice ha incaricato della perizia il dottor Antonio Osculati, medico legale di Pavia. Il perito dovrà fare degli accertamenti tecnici sulle ferite subite da padre e figlio, per accertarne la compatibilità con il coltello sequestrato e cercare di individuare, per quanto possibile, la tempistica e la consequenzialità dei colpi. Se risulterà che il primo ad essere ferito è stato Mauro Mangiarotti, è chiaro che prenderà forza la nostra tesi della legittima difesa». L'udienza per l'esame della perizia e l'eventuale audizione del dottor Osculati, è stata fissata per il prossimo 16 dicembre, sempre in tribunale a Pavia. E' probabile che nel frattempo il magazziniere 42enne rimarrà nel carcere pavese di Torre del Gallo. Il tragico litigio culminato con la morte del padre, si era verificato sotto gli occhi atterriti della madre, che non era riuscita a impedire la tragedia domestica. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA