«La fontana resta senza tricolore»
SAN MARTINO La fontana di via Roma è senz'acqua e senza illuminazione da giugno e il gruppo di minoranza guidato da Renato Abbiati chiede non solo di risistemarla, ma anche di ripristinare «l'illuminazione che richiama il tricolore nazionale, all'origine del riconoscimento avuto da San Martino come città storica». Ma quelle luci verdi, bianche e rosse non si riaccenderanno più. Lo ha deciso l'amministrazione. «Non riteniamo di buon gusto quel neon tricolore, si tratta di un abbellimento non necessario che non interessa i cittadini e quindi non lo riattiveremo» spiega il sindaco Alessandro Zocca senza giri di parole. Una scelta per nulla condivisa dal consigliere di minoranza Abbiati che ricorda la decisione dell'attuale amministrazione di «spegnere l'illuminazione anche lo scorso 2 giugno, nella giorno della Festa della Repubblica». Ma la battaglia tra maggioranza e opposizione non si consuma solo sulle luci tricolori, finisce infatti per riguardare anche «la scarsa attenzione finora dimostrata dalla giunta nei confronti del patrimonio pubblico». «Basti pensare che la fontana che si trova nella centrale via Roma, vicino alla rotonda, era stata distrutta da un'auto lo scorso giugno e che da allora non è stato avviato nessun intervento per sistemarla» sottolinea il capogruppo che ha deciso di presentare un'interpellanza proprio per chiedere «quando si intende intervenire sulla fontana e quando sarà riattivata l'erogazione dell'acqua». Il sindaco ricorda che «la fontana era stata consegnata senza modelli di gestione. E mancava anche quello del verde per cui si è dovuto attendere il nuovo appalto che ora prevede anche la manutenzione del verde della fontana. In ogni caso, prima di intervenire, abbiamo dovuto attendere i preventivi delle perizie. Resta da risolvere il problema dell'acciottolato, scelto dall'amministrazione precedente, che si danneggia continuamente al passaggio dei bus e che quindi risulta oneroso da gestire. Stiamo cercando una soluzione diversa, anche perché su quel materiale non resistono neppure le strisce pedonali». Stefania Prato