«Ultimatum mega-market minoranza mai informata»

di Giovanni Scarpa wBORGARELLO Mai avvertiti ufficialmente della messa in mora e della richiesta di risarcimento danni da due milioni. Il capogruppo di opposizione, Simone Montana, attacca la giunta Lamberti sulla vicenda del centro commerciale. «Ho visto la lettera dell'ultimatum della società proponente al Comune solo l'altro ieri – spiega Montana –. E, ancora una volta, non è stata l'amministrazione a consegnarmela, ma il responsabile del progetto, Marco Meloni. Certo, ero al corrente della vicenda per averlo appreso dai giornali. Questo, però, non cambia di una virgola la questione, che per me resta di una gravità inaudita. Dal Comune non è arrivata nessuna comunicazione. Nè abbiamo potuto vedere, nero su bianco, la lettera spedita dall'impresa bergamasca». «Quando l'ho letta nei dettagli, sono trasecolato – sottolinea Montana – davanti ai precisi addebiti degli avvocati e alla conseguente richiesta di risarcimento. Non credevo davvero che la situazione fosse così grave». Quello che preoccupa ancora di più il consigliere di minoranza è l'aspetto di un'eventuale ricaduta di responsabilità su tutti i consiglieri in caso di azione risarcitoria, compresi quelli di opposizione. «Io voglio tutelarmi perchè non ho intenzione di rispondere personalmente di un'azione portata avanti dal sindaco in maniera a dir poco discutibile. Infatti la lettera era indirizzata a tutti i componenti del consiglio. Ma a noi non è mai arrivata. Alla faccia della tanto pubblicizzata trasparenza». Durissima l'accusa, durissima la risposta del sindaco Nicola Lamberti. «Sono falsità quelle sostenute dalla minoranza e posso dimostrarlo – replica –. Io stesso ho appreso dai giornali della richiesta danni, perchè quando hanno protocollato la lettera ero all'estero. Ne ho preso visione e il primo di ottobre. Gli uffici hanno girato l'email ai consiglieri di opposizione, quindi anche a Montana, alle ore 15.44 del 7 ottobre. E' agli atti, non può sostenere il contrario. Fra l'altro non è la prima volta che i consiglieri di minoranza ricevono documentazione con la posta elettronica certificata. Questa è un'accusa priva di fondamento, peggio ancora delle altre che ci hanno rivolto in questi mesi». Ma c'è anche un altro aspetto che Lamberti vuole sottolineare: «I consiglieri di opposizione sarebbero responsabili di un'eventuale azione risarcitoria solo se non fossero presenti al momento della votazione sul protocollo d'intesa, qualora questo venisse sottoposto al voto dell'aula. Se ci sono e votano a favore del documento, non rischiano nulla. Cosa che invece non hanno fatto, ad esempio, durante la votazione del bilancio. Pur essendo di importanza vitale per il Comune, hanno preferito uscire dall'aula».