La protesta dei ricercatori «Basta al lavoro precario»
yyGIOVEDÌ 16 LA PRIMA TAPPA DELLA MOBILITAZIONE è UNA CONFERENZA AL BROLETTO CON IL DOCENTE DI INGEGNERIA GIUSEPPE DE NICOLAO ALLE 18 yyVENERDÌ 17 PRESIDIO A PARTIRE DALLE 9 NEL CORTILE DELLE STATUE NEL PALAZZO CENTRALE DELL'UNIVERSITÀ yySABATO 18 BICICLETTA CON PARTENZA ALLE 10 DA VIA FERRATA E ARRIVO IN PIAZZA DELLA VITTORIA di Marianna Bruschi wPAVIA Mobilitazione dei ricercatori: Pavia c'è. Tre giornate per riportare l'attenzione sul lavoro in università e soprattutto sul precariato. «Che fino a dieci anni fa non c'era», spiega Pietro Galinetto, rappresentante dei ricercatori nel senato accademico. La mobilitazione parte dall'Europa, tocca le città italiane e arriva a Pavia. Una conferenza, un presidio nel palazzo centrale dell'ateneo, una biciclettata. Tre giorni per far vedere gli altri camici bianchi, quelli che non sono solo dei medici, alla città. «L'iniziativa è partita in Francia – spiega Pietro Galinetto – Noi vogliamo riportare l'attenzione su alcuni temi che ci riguardano da vicino: la necessità di dare più fondi alla ricerca, ma anche di invertire la tendenza sul precariato. Sembra che non si possa far altro che assumere a tempo determinato, ma la ricerca e la formazione hanno bisogno di percorsi consolidati». I numeri pavesi. E' dai dati che si parte per definire il precariato. L'università di Pavia ha 941 docenti di cui 264 professori ordinari, 266 associati, 396 ricercatori a tempo indeterminato. «Di questi circa 125 diventeranno nei prossimi due anni associati – spiega Galinetto – ci sono poi 41 ricercatori a tempo determinato e di questi solo una parte è sicura di avere la possibilità di un posto fisso. Nove potrebbero diventare associati fra 3 anni. Nel 2004, 10 anni fa, i docenti erano 1090, quindi 150 in più di oggi e non c'erano ricercatori a tempo determinato». Ci sono altri numeri. C'è quel mare di giovani ricercatori che lavora senza neanche la parola «determinato» a descriverne la posizione lavorativa: sono gli assegnisti di ricerca (260 in tutto) e i dottorandi (590). «Con la carenza di fondi a disposizione e i percorsi stabiliti per legge le scelte dell'università sono obbligate – spiega Galinetto – bisogna assumere dei ricercatori a tempo determinato». Pavia e la mobilitazione. Cosa organizzano i ricercatori pavesi? Le giornate di mobilitazione sono tre. Domani al Broletto Giuseppe De Nicolao, docente della facoltà di Ingegneria, terrà una conferenza alle 18 sul tema «Hanno scelto l'ignoranza... ma è ora di cambiare, in Italia e in Europa». Venerdì 17 ci sarà un presidio informativo a partire dalle 9 nel cortile delle statue nel palazzo centrale dell'ateneo, lo stesso che fu teatro della mobilitazione del 2009 contro i tagli alle università. E sabato alle 10 è prevista la biciclettata da via Ferrata a piazza della Vittoria iniziativa dal titolo «La ricerca? La scienza? La cultura? Pedala pedala...». Inoltre sul sito dell'ateneo www.unipv.it si può firmare la petizione «Per la scienza e per la cultura» a sostegno della mobilitazione europea.