«Porto il mio calcio in Australia, come Del Piero»
CASSOLNOVO Dalla Lomellina a Sydney per coronare il suo sogno di allenatore di calcio nella squadra dove è cresciuto Christian Vieri. Nel prossimo fine settimana il 28enne di Cassolnovo Antonino Aspa, fresco di matrimonio, lascerà l'Italia per trasferirsi almeno per un anno a Sydney facendo lo stesso cammino fatto pochi anni fa (ancora da giocatore) da Alessandro Del Piero. Nella metropoli australiana Antonino, buona punta nelle categorie minori lomelline e che ha debuttato come allenatore nella Cassolese per poi andare al Superga Vigevano e nei comaschi della Faloppiese, diventerà un tecnico nelle giovanili del Marconi Stallions. E'la squadra fondata negli anni '50 dalla comunità italiana di Sydney, che tutt'ora porta nel suo logo il tricolore, dove ha tirato i primi calci Christian Vieri. Ad attendere Aspa in Australia c'è un contratto che in Italia, almeno a livello giovanile, si sarebbe sognato: 3500 dollari australiani al mese per un anno, con l'opzione per il rinnovo per il secondo.Tradotto in euro fanno 2.800 euro al mese circa. Non male. Una scelta di passione, ma anche di vita visto il trattamento economico. Il 28enne di Cassolnovo, che da poco vive nel comasco, lascerà affetti, vita privata e casa in Italia. «Io parto da solo per l'Australia per ora – spiega Antonino Aspa – Mia moglie mi raggiungerà durante il periodo natalizio per le vacanze, che qui saranno vacanze estive dato che le stagioni sono invertite rispetto all'Italia». Ma com'è è stato possibile che una società australiana che milita nella New South Welsh Premier League (il campionato statale della zona di Sydney e di fatto un gradino gerarchico sotto la Afl dove ha giocato Del Piero), punti su un giovane allenatore italiano? «Il contatto – rivela Aspa – l'ho avuto tramite un mio amico ed alcune persone italiane che già sono state là qualche anno fa e che adesso allenano in Italia tra i professionisti. Spero che questa esperienza mi porti benefici per il futuro. Se tutto questo è possibile lo devo anche a chi ha creduto sempre in meno tra Cassolese, Superga e Faloppiese e si tratta di Luciano Quagliato, Dario Quaglia, Dino Cattaneo e Cristian Lurati». Sandro Barberis