Manzini ancora decisivo a 46 anni

ZAVATTARELLO Il fiuto del gol non ha età. Che si tratti di massimi livelli o di categorie dilettantistiche quando uno «fa gol» non importa che abbia vent'anni o quaranta. Se a Varzi il bomber ventiquattrenne della squadra è Amaro, nella vicina Zavattarello Maurizio «Icio» Manzini ha dimostrato di essere l'attaccante evergreen per ogni stagione. A 46 anni compiuti la punta, che alla fine degli anni 2000 era tra i giocatori più rappresentativi dello Zava che dalla Seconda categoria arrivò fino in Promozione, domenica ha segnato il gol della vittoria dei giallorossi con il Giussago. L'avversario di giornata era il Giussago che con Carbone e Abbiati ambisce ad un ruolo importante in Seconda. Ma al 27' della ripresa ci ha pensato Icio. «C'è stata una palla in area, sono passato in mezzo a due difensori e ho calciato in porta sotto la traversa», spiega la punta che rende facile il gesto da come lo racconta. Due anni fa in terza categoria a Nibbiano aveva segnato 20 reti, la scorsa stagione si è allenato nel milanese, quest'anno è tornato nella società in cui è stato per vent'anni. Prima giocava vicino al «Cobra» Borgognoni, Sperati, Mirani, Pancini e Viani, ora fa la chioccia. «Sono contento di tornare al mio paese». La società ha richiamato la punta quest'estate perché il numero dei giocatori in rosa era esiguo e in più molti ragazzi sono stati fermati per squalifica dopo la vicenda illegale delle mancate visite mediche. Manzini ha risposto all'appello e di smettere non ci pensa proprio. «Finché sto bene vado avanti, ho un po' di acciacchi, però non faccio fatica: perché dovrei?». Gli anni migliori sono stati dal 1997 al 2000 quando lo Zavattarello toccò la Promozione. In questa stagione ha giocato tre partite e ne ha saltate due per squalifica: il bottino complessivo finora è di due reti. La squadra ha una buona rappresentanza di giocatori del paese perché insieme a Manzini ci sono Corti, Nobili, Brichetti, Febbroni e Colombini di Zavattarello. «Adesso che siamo rientrati tutti e ci sono alcuni giocatori locali al completo ce la giochiamo con tutti. A parte con il Ceranova abbiamo fatto buone gare in particolare con il Giussago che è una delle pretendenti. Il gruppo è affiatato». Manzini è bomber, ma anche allenatore (con Milano e Mirani) di una delle due squadre di Giovanissimi in cui giocano i figli Matteo (7 anni) e Samuele (9 anni). «E' bellissimo, ovviamente li strapazzo un po' di più degli altri, però non si arrabbiano e sono bravi anche come giocatori. Abbiamo la fortuna di avere genitori che non si impicciano e sostengono i ragazzi. La società non è cambiata: siamo una piccola realtà molto radicata e legata. Io faccio sia il dirigente che il giocatore». Finora in campo ancora con ottimi risultati. Marco Quaglini