Gara calore, secondo ricorso
PAVIA Anche la società Carbotermo di Milano ha impugnato davanti al Tar la gara che ha affidato l'incarico di gestire il calore negli edifici pubblici alla società A2E. La notizia era stata anticipata, ma ora all'amministrazione comunale è arrivata la notifica e la giunta ha deciso di costituirsi in giudizio. Si tratta del secondo ricorso all'autorità giudiziaria amministrativa. In precedenza lo stesso appalto era stato contestato dalla Antas di Gragnano Trebbiense (Piacenza) e la ditta aveva ottenuto dal tribunale amministrativo la sospensiva dell'aggiudicazione. A questo punto, a pochi giorni dall'accensione degli impianti di riscaldamento, il Comune non ha avuto altra scelta che chiedere la proroga dell'incarico ad Asm Pavia, che se ne era incaricata sino ad ora in virtù di un contratto di servizio. L'argomento è stato dibattuto nel corso di una seduta della giunta, su relazione dell'assessore ai rapporti con le partecipate, Giuliano Ruffinazzi. Il "nodo" della gestione del calore è stato al centro di diverse discussioni, anche in Consiglio comunale, sia nella passata che nell'attuale legislatura. In passato vi era un "partito" di contrari alla messa a gara del servizio (che includeva anche alcuni componenti dell'attuale maggioranza) e un gruppo di amministratori che, viceversa, sulla base dell'interpretazione fornita dagli uffici comunali, ritenevano obbligatoria la procedura ad evidenza pubblica. Ha prevalso la seconda interpretazione e, nella gara organizzata dal Comune, ad aggiudicarsi il servizio è stata A2E, una società formata al 35 per cento da Asm Pavia, al 35 per cento da Asm Voghera e al 30 per cento da Eti, una società privata. Tra gli altri partecipanti alla gara, Antas e Carbotermo, che erano rimaste escluse, hanno deciso di avvalersi di una facoltà che la legge riconosce loro e hanno impugnato l'esito della gara davanti al tribunale amministrativo della Lombardia. Il Tar, in seguito al ricorso della Antas, ha concesso la sospensiva dell'aggiudicazione. A pesare sulla valutazione dei giudici sarebbe stato il fatto che sia Asm Pavia che Asm Voghera sono società che gestiscono, al tempo stesso, servizi locali pubblici e servizi strumentali. Questo, secondo i giudici milanesi, costituirebbe un mancato adempimento del decreto Bersani, che stabiliva che le ex municipalizzate scegliessero l'uno o l'altro settore di lavoro. La giunta ha stanziato 7.295 euro ed ha affidato l'incarico della difesa all'avvocato Giuseppe Franco Ferrari. (f.m.)