Sinodo: «Le qualità dei gay preziose per la comunità»

di Paolo Sacredo wROMA Prima i divorziati risposati, ora le coppie gay. Il Sinodo sulla famiglia, in corso in Vaticano, apre alle nuove forme di convivenza. Aperture che però non sempre sono vissute con facilità. Chi assiste ai lavori, parla infatti di accese discussioni, soprattutto durante le pause, tra un padre sinodale e l'altro. Il clima non è sempre disteso. I più dubbiosi sull'ipotesi di rivedere la Dottrina della Chiesa su questi temi sono sempre meno, ma comprendono i cardinali Mueller, Caffarra e Pell tra gli occidentali, a cui si aggiungono gran parte dei vescovi africani, oltre ai sudamericani legati all'Opus Dei. A fare da apripista invece per il cambiamento il vescovo Bruno Forte, segretario speciale del Sinodo, convinto che «garantire diritti alle persone che vivono in una relazione omosessuale» sia «una questione di civiltà e di rispetto della dignità delle persone», anche se rigetta una vera equiparazione perché «la Chiesa non condivide che il termine "famiglia" possa essere applicato sia all'unione tra un uomo e una donna aperta alla procreazione, sia all'unione fra persone dello stesso sesso». Concetti compresi nella "Relazione dopo la discussione", un documento di metà Sinodo che servirà da base per i "circoli minori", riunioni sulla base dei gruppi linguistici da oggi fino a venerdì. A sollecitare inedite letture delle nuove forme di unioni ieri è stato anche il Papa che, nella sua messa a Santa Marta, ha chiesto di «aprirsi alle sorprese di Dio, non chiudersi ai segni tempi dei tempi». D'altronde, Francesco vuole che questo sia "il Sinodo della svolta", tanto che ha affidato la guida di questa sorta di Concilio a due progressisti in tema di Dottrina, appunto il vescovo Forte e il cardinale Baldisseri. Nella Relazione presentata ieri, viene affermato che «le persone omosessuali hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana. Vi sono casi - si legge nel testo letto dal presidente dei vescovi europei Peter Erdo - cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partner». Inoltre «la Chiesa ha attenzione speciale verso i bambini che vivono con coppie dello stesso sesso, ribadendo che al primo posto vanno messi sempre le esigenze e i diritti dei piccoli». Parole che sono state accolte con favore dai tanti omosessuali che frequentano le parrocchie o hanno legami con la Chiesa. In questi anni infatti sono nate varie associazioni in tutta Italia, una di queste è il gruppo Kairos di Firenze, che chiede per i gay maggiore dignità all'interno della comunità cattolica. Flessibilità anche per quanto riguarda i divorziati risposati. Innanzitutto il Sinodo ha chiesto che si faccia di tutto per snellire le cause di nullità, e poi la maggior parte dei vescovi si è espressa «per una maggiore apertura» ai sacramenti «quando si tratta di situazioni che non possono essere sciolte senza creare nuove ingiustizie e sofferenze». Insomma, non si può considerare il Catechismo come qualcosa di immutabile, e ne consegue che le diocesi saranno chiamate a valutare caso per caso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA