Morales, nuovo trionfo

LA PAZ Nuovo trionfo per Evo Morales. Secondo gli exit poll, il primo presidente boliviano indigeno, è stato rieletto per un terzo mandato con il 60% dei voti, assicurandosi così la permanenza al potere fino al 2020. Con 14 anni ininterrotti di presidenza, Morales era già il più longevo dei leader latinoamericani. I risultati ufficiali delle elezioni di domenica - che erano sia presidenziali che politiche - non sono ancora noti: il Tribunale Supremo elettorale (Tse) in mattinata aveva diffuso solo le cifre di poco meno del 3% dei voti scrutinati, attribuendo la difficoltà del computo a problemi logistici e presunte «minacce di hackeraggio». Paradossalmente, dunque, mentre ieri sulla pagina web del Tse il candidato più votato era ancora l'oppositore di centrodestra Samuel Doria Medina, Morales ha cominciato a celebrare la sua storica vittoria - riconosciuta da tutti i suoi rivali, incluso Doria Medina - dedicandola a Fidel Castro, Hugo Chavez e «tutti i governi anti-imperialisti». Gli exit poll attribuiscono al «presidente indio» il 59-61% dei voti, ben al di sopra del 24-25% attribuito a Doria Medina, il 9-10% del democristiano Jorque Quiroga e il 3% ottenuto dal dissidente di sinistra Juan de Granado e dall'ambientalista Fernando Varga. Una vittoria netta, che non può essere messa in dubbio dai risultati dello scrutinio ufficiale, per quanto tardino ad essere diffusi. Morales, sempre secondo sondaggi e proiezioni statistiche, ha vinto in otto dei nove dipartimenti in cui è divisa la Bolivia, con picchi di consenso a Cochabamba, Oruro e Potosì (in media, 66% dei voti) mentre ha perso solo a Beni, dove Doria Medina lo ha battuto con il 49% contro il 43%. Gli analisti sottolineano l'importanza della sua vittoria a Santa Cruz (est), regione considerata il motore economico della Bolivia e tradizionale roccaforte dell'opposizione, che nel 2008 ha lanciato una sfida autonomista al governo di La Paz. La politica di dialogo di Morales con gli imprenditori della zona è considerata una delle novità nella politica del presidente. Resta ora da vedere se i risultati finali confermeranno anche - come indicano i sondaggi - che il Mas disporrà nel futuro Parlamento delle maggioranze necessarie per varare una riforma costituzionale, che potrebbe permettere a «el Evo» di essere ancora rieletto.