Merck, dai 100mila euro in su a chi lascia

Il primo faccia a faccia tra sindacati, delegati rsu dello stabilimento di via Emilia e i vertici di Zambon si terrà il prossimo 20 ottobre in Confindustria (ore 14.30). Nell'incontro i futuri acquirenti dello stabilimento Merck (il passaggio avverrà probabilmente a fine 2014) illustreranno a grandi linee il futuro piano industriale e spiegheranno i loro progetti di investimento nel sito produttivo pavese. di Linda Lucini wPAVIA Il minimo è 100mila euro, il massimo è 240mila. Sono queste le cifre che Merck è pronta a dare ai lavoratori che danno le dimissioni. Importi lordi, ma soggetti a tassazione separata, il che significa che i futuri dimissionari dovranno pagare su quelle cifre il 23% circa di imposta. Dai centomila euro in su per gli operai con un minimo di anzianità (ma ce l'hanno quasi tutti visto che da anni Merck non assume) ai 240mila euro per impiegati con più di 16 anni di anzianità, tecnici di lavoratori e di ricerca e area quadri. E' su queste consistenti cifre che i vertici Merck contano di far leva per risolvere la questione di chi resterà in azienda per passare alla gestione di Zambon. Alla multinazionale vicentina, in base al pre-accordo firmato tra le due società, verrà consegnato lo stabilimento con 116 lavoratori, i di0pendenti dichiarati in esubero (al momento si tratta di 80 persone) rimarranno in carico alla multinazionale americana convinta di convincerli nella scelta di lasciare il posto con i consistenti incentivi. In pratica si tratta di incentivi pari a quattro anni di stipendio pagato per ogni lavoratore che lascia che andranno ad aggiungersi a quanto spetta loro come trattamento di fine rapporto. E, ovviamente, oltre alla liquidazione i lavoratori che se ne andranno dall'azienda riceveranno anche il corrispettivo delle ferie maturate fino alla data del licenziamento volontario e parte della quattordicesima e della tredicesima guadagnata al momento delle dimissioni. In azienda c'è chi ha già firmato la lettera di dimissioni e gli incentivi li ha già ottenuti. Stando a quando è stato stabilito nell'accordo azienda-sindacati per la dismissione guidata, passato in assemblea con solo 5 voti contrari, è prevista anche l'attivazione di corsi di formazione a carico di Merck, aperti a tutti i dipendenti. Inoltre l'azienda metterà a disposizione dei lavoratori un servizio di collocamento esterno di 12 mesi, e ci sarà la possibilità di candidarsi per posizioni che eventualmente si apriranno nel gruppo a livello mondiale. Tra i lavoratori però anche chi è intenzionato a dimettersi, per ora aspetta. Merck ha dichiarato che «garantirà le trattative nel solco già tracciato anche sulla base degli strumenti già individuati» e quindi i dipendenti sperano di poter ottenere qualcosa in più. Anche perchè chi ha accettato fino ad oggi quelle cifre l'ha fatto perchè aveva a portata di mano un altro posto o altre soluzioni lavorative. Chi darà le dimissioni ora invece rinuncia definitivamente ad un posto di lavoro e sulla base di questo nella trattativa potrebbe strappare qualche mensilità in più da aggiungere agli incentivi già concordati.