Veleni del Coppa, esposto alla procura
di Roberto Lodigiani wCASTEGGIO I veleni del Coppa finiscono in procura, con l'esposto firmato da Mario Spadini, responsabile provinciale di Federconsumatori, e da Maria Cristina Azzolini, a nome del comitato civico che si batte per denunciare il degrado del torrente. Nel dossier si pone l'accento, tra l'altro, sui valori di «ammoniaca non ionizzata e totale» superiori ai limiti di legge, con il rischio di una «elevata azione tossica», rilevati nell'acqua dalle analisi effettuate da Arpa. «Da anni – denunciano Spadini e Azzolini – il Coppa, superato il depuratore di Casteggio, emana insopportabili miasmi che creano notevoli disagi agli abitanti dei comuni a valle dell'impianto: Verretto, Casatisma, Bressana, Cava Manara». Quindi la cronistoria delle puntate precedenti: nel 2000 il fondale viene ripulito, senza però ottenere miglioramenti; poi partono le segnalazioni all'autorità giudiziaria, alla Forestale, al Comune di Casteggio e all'Asl, ma la situazione resta critica. Gli odori sgradevoli, «persistono durante l'anno» e peggiorano nei mesi estivi, quando «si manifestano miasmi putridi che provocano» in chi abita nei pressi del Coppa, «nausee, mal di testa, bruciori agli occhi, secchezza di gola, costringendo gli stessi a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse». Le acque, poi, «dal depuratore di via Maiolo (gestito da Asm Voghera) fino alla confluenza con il Po, si presentano di colore marrone-rosso scuro, a tratti rosse, a differenza di quelle limpide a monte dell'impianto». Quanto ai documenti allegati all'esposto, spicca il verbale del sopralluogo effettuato da Arpa proprio al depuratore casteggiano lo scorso 28 agosto, «nel quale si dava atto che l'impianto era in fase di ristrutturazione e ampliamento, parzialmente funzionante, con in funzione un bypass»; i tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente, dopo aver rilevato un «forte odore di melassa acre, non effettuavano alcun campionamento», limitandosi ad acquisire copia di una segnalazione di Asm sui «superamenti dei limiti dello scarico in fognatura della ditta Ab Mauri» (ex Casteggio Lieviti), con dichiarazione di non conformità degli scarichi. Per Spadini e Azzolini, il monitoraggio non è sufficiente, «poichè, ad esempio, nulla è dato a sapere sugli sversamenti di Ab Mauri a cui si sono riferiti i responsabili di Asm denunciando la "non conformità" degli scarichi effettuati dalla stessa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA