Scultura nei giardini dal 1939 «Ora andrebbe sistemata»
«La vita dei morti sta nella memoria dei vivi». Questa massima, tratta dalle Filippiche di Cicerone, è stata scelta dallo scultore romano Luciano Condorelli per il monumento, che Stradella ha dedicato alla fine degli anni Trenta «agli eroici suoi Figli caduti per la Patria». L'imponente scultura ancora oggi domina la parte centrale dei giardini pubblici di viale Allea. L'archivista del Comune, Piercarlo Sacchi, ne ha ricostruito la storia, riportando alla luce alcuni documenti inediti. Le carte ricordano che il monumento è stato inaugurato il 4 giugno 1939. Il regime doveva considerare questa cerimonia molto importante, visto che aveva mandato ad inaugurarla niente meno che Roberto Farinacci, ministro di Stato e membro del Gran Consiglio del Fascismo. I giornali dell'epoca diedero molto risalto all'iniziativ. Assente il vescovo di Tortona, invece, perché impegnato in una visita pastorale a Torriglia. «Si prevede un afflusso di 5000 persone» si legge in una lettera che Loy inviò al Questore di Pavia, alla vigilia dell'evento. Il monumento riunisce i nomi di 177 caduti, la maggior parte della Grande Guerra, ma anche alcuni della Guerra d'Africa (1887), della Guerra di Libia (1911) e della Guerra di Spagna (1937-38). A diversi martiri della Prima Guerra Mondiale, il Comune ha poi intitolato altrettante vie della città: il sottotenente Carlo Civardi, il capitano Gaetano Comolli, il sottotenente Carlo Ferrero. Attualmente il monumento ai caduti non è in perfette condizioni e necessiterebbe di un intervento di pulizia radicale: il marmo bianco, infatti, in alcune parti sta lasciando spazio al muschio, dovuto all'umidità della zona, e anche la scritta avrebbe bisogno di un restauro. Inoltre, soprattutto nel fine settimana, intorno al monumento vengono lasciate lattine e bottigliette. L'amministrazione comunale, alcuni anni fa, aveva avviato una collaborazione pubblico-privato per la pulizia dei monumenti storici. Oliviero Maggi