Scuole, trasporti e Provincia ecco le accuse dei sindaci
VARZI Dopo l'intervento dell'assessore al bilancio della Provincia, Franco Osculati, che ha dichiarato che «i tagli al trasporto pubblico e al riscaldamento scolastico potevano essere evitati e di conseguenza anche la settimana corta», scendono sul piede di guerra i sindaci della Comunità montana. Le accuse di Osculati sono rivolte alla collega di giunta Milena D'Imperio. Intanto la settimana corta continua a creare troppi disagi agli alunni e di conseguenza alle famiglie che abitano nelle valli Staffora e Tidone. Una vera vita di inferno che costringerà molte famiglie a trasferire i figli direttamente a Voghera provocando uno spopolamento dalle valli. Duro l'intervento del sindaco di Varzi e presidente dell'ente montano, Gianfranco Alberti: «E' sorprendente apprendere ora dalle parole dell'assessore al Bilancio Osculati che la decisione di chiudere le scuole il sabato, che coinvolge tantissimi studenti, si poteva evitare, recuperando le risorse altrove. Forse qualcuno non si è ancora reso conto dell'enorme disagio provocato da questa assurda decisione, che vede i nostri ragazzi uscire di casa alla mattina presto per fare rientro e pranzare alle ore 16. Mi chiedo come possano avere il tempo di studiare e di poter fare altre attività (ad esempio quelle sportive). Ritengo che non si debba aspettare un anno per capire che questa iniziativa così come è stata concepita non può funzionare. Penalizzati come sempre sono gli studenti pendolari e penalizzata è la montagna che rischia nel lungo periodo un ulteriore spopolamento». «E' inaccettabile che un'amministrazione provinciale abbia proposto e attuato un provvedimento del genere condizionando negativamente la vita degli studenti che vivono in montagna – dichiara Christos Chlapanidas, sindaco del Brallo – Dal punto di vista scolastico un alunno non regge sei ore di seguito, così come non regge il rientro alle 16.30/17». «Aspettiamo da tempo dalla Provincia di Pavia una piazzola (fermata bus) sul confine tra il nostro comune e Borgoratto Mormorolo – dice il sindaco di Fortunago, Pierachille Lanfranchi – e una nuova fermata affinché non si debba appesantire i ragazzi, già costretti a orari gravosi di rientro dalle scuole, con ulteriori tratti di strada a piedi». Nella frazione di Casa Matti a Romagnese, uno studente si deve alzare alle 5.30 per arrivare a scuola a Voghera. «Pesantissimo il rientro che vede i nostri ragazzi giungere a casa alle 17/17.30 – sostiene Ivan Elfi, consigliere comunale di Romagnese – Questa situazione poteva essere evitata e gestita in modo diverso». Mattia Tanzi