«Maugeri sapeva di quella consulenza»
di Maria Fiore wPAVIA «Non era una tangente, ma una consulenza. Un pagamento comunque autorizzato da Umberto Maugeri. Non può dire di non saperne nulla». Costantino Passerino, ex direttore generale della Fondazione, rompe un silenzio durato oltre due anni, da quando gli sono piovute addosso le accuse di avere avuto un ruolo, insieme all'ex presidente Umbero Maugeri, nella presunta distrazione di 61 milioni di euro dalle casse dell'ente. A spingerlo a parlare sono le dichiarazioni rilasciate da Maugeri, attraverso il suo avvocato, su un altro filone di inchiesta, trasmesso dai pm milanesi alla procura di Torino. In un interrogatorio dell'autunno del 2012, infatti, Passerino riferisce di avere versato insieme a Maugeri, nel 2009, 150mila euro al consulente della regione Piemonte Giorgio Grando, «perché era nostro interesse ottenere il riconoscimento della struttura a Torino (la clinica Major, ndr) come presidio pubblico». Passerino non parla di "tangente", ma la procura di Torino contesta comunque a lui, Maugeri e Grando, l'accusa di corruzione. Il pagamento, infatti, per stessa ammissione di Passerino, fu eseguito «estero su estero». Una circostanza smentita da Maugeri, che ha negato il pagamento della consulenza: «Non mi risulta». Ma Passerino non ci sta: «Quella consulenza è stata autorizzata da Maugeri, anche perché Grando era molto vicino alla Fondazione. Io avevo il potere di firmare i trasferimenti, ma ogni atto o pagamento doveva essere autorizzato: le decisioni le prendeva Maugeri, una volta sentito il Consiglio di amministrazione». Dichiarazioni che potrebbero avere il loro peso nello sviluppo di questo filone di inchiesta, visto che la procura di Torino ipotizza che quel pagamento fu «una tangente» proprio per la modalità con cui venne versata. I pm milanesi, infatti, tramite una rogatoria in Svizzera avevano verificato che da una società di New York alimentata con fondi usciti dalla Fondazione, la Ramsete Llc, era partito, in effetti, l'ordine di un bonifico di 150mila euro a un conto alla Credit Suisse intestato a Grando. «Questo aspetto fa parte della contestazione della procura, che deve ancora essere vagliata – dice Passerino –. Quello che non posso accettare, però, è che Maugeri dica di non saperne nulla». Passerino sembra volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe: «Il problema della passata gestione della Fondazione non sono io, c'erano altri vertici a prendere le decisioni. In 23 anni di carriera ho sempre cercato di perseguire il bene della Fondazione. E non ho mai preso un euro: anche per questo non ho voluto patteggiare e ho preferito affidarmi a un processo pubblico». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA