LA PASSIONE NELLE MANI DI CINICI E BARI
di STEFANO TAMBURINI Ci sono momenti in cui viene voglia di scrivere solo poche parole. Queste: lasciamo perdere, non c'è niente da fare perché vinceranno sempre loro. E nel resto dello spazio solo tanto bianco, il colore del silenzio. Poi pensi a loro e capisci che non va fatto. Loro sono gli impresentabili, quelli che da anni sono padroni e predoni del Grande circo della Formula 1 e se ne infischiano di ogni regola. Sono quelli che anche nei tribunali ordinari, quando li beccano a corrompere per tenere in piedi i loro affari oscuri, riescono a cavarsela con la giustizia a oreficeria. Pagano e passa la paura. È vero anche che ormai lo sport ad alti livelli non ha più un briciolo di candore ma in Formula 1 non si riesce neanche a rispettare il dramma del giovane pilota Jules Bianchi appeso alle ultime briciole di vita dopo un terribile schianto contro una gru che non doveva essere a bordo pista. Nel nome della passione altrui stanno cercando di scaricare le colpe sui piloti che andavano troppo forte o sul fato. In realtà sono semplicemente senza pudore. Non si tratta di emettere sentenze preventive, è giusto rispettare opinioni diverse sulle modalità dei soccorsi (una la trovate nel paginone che segue) ma non si può certo accettare la decisione di affidare l'inchiesta su quanto accaduto a Suzuka a Chiarlie Whiting, il molto più che teorico responsabile del disastro. Autorevoli voci come quelle di Jacques Villeneuve, Felipe Massa e Valentino Rossi hanno spiegato chiaramente che far entrare quella gru senza la safety car è stata una colossale sciocchezza. Non doveva esserci e basta. Resteranno inascoltati, purtroppo, perché capita sempre così, perché il capo dei capi Bernie Ecclestone ha già sentenziato che «è stata pura sfortuna». Magari cambieranno qualche regola perché lo sanno di aver sbagliato, ma senza ammetterlo e senza che nessuno paghi. In questo mondo folle e fatato ci vuole sempre l'odore della morte per far smuovere qualche coscienza. Tutto però a patto che non si metta in discussione questa congrega di cinici e bari. I costi altissimi, inaccettabili, tanto sono per gli altri. Sarà sempre troppo tardi, o forse mai, il giorno in cui finiranno di vivere in gloria nel nome della passione altrui. Nel frattempo non meritano spazi bianchi e silenzi che odorano di resa. @s__tamburini ©RIPRODUZIONE RISERVATA