La "regola del tre" della bici in inverno

PAVIA Gli agonisti hanno un preparatore di squadra o addirittura un personal trainer, gli amatori si devono arrangiare da soli. Tutti i ciclisti, però, devono affrontare il problema inverno: come fare a mantenere la forma quando pioggia e freddo impedicono di uscire in bicicletta? Alla Viris Vigevano ogni atleta è seguito dal preparatore di fiducia, dal personal-trainer che condivide poi la preparazione con i tecnici di squadra. «Tutti gli agonisti, ultimata la stagione in ottobre, staccano per almeno venti giorni – spiega il team manager Leonardo Pirro –. Poi arriva l'attività in palestra e la corsa all'aperto per il rafforzamento muscolare. Entro Natale si risale in sella per fare la gamba e molti, per migliorare la posizione in sella utilizzano la bici a scatto fisso, certamente più impegnativa da manovrare ma ideale per "rinnovare" la postura». L'alimentazione, per amatori e agonisti, non deve cambiare. «In inverno si consiglia di evitare gli eccessi – conferma Pirro –. I chili di troppo sono duri da buttar giù quando l'attività su strada riprende i suoi ritmi». In casa Viris il percorso invernale è consolidato da anni di esperienza e Leonardo Pirro ammette: «Ogni corridore ha potenziali e caratteristiche diverse. Per questo ci avvalliamo dei consigli del centro atletico Mapei per individuare con la ricerca le caratteristiche di ogni singolo corridore». E chi non ha un preparatore di fiducia? Marco D'Amato è maestro Fci di mountain-bike, dirigente della Scuola Mtb Il Branco di Stradella, consiglia: «Non lasciare mai la bici, neppure in inverno: vale la "regola del tre". Ovvero mai tre giorni di allenamento consecutivi, mai tre giorni consecutivi di riposo. L'alternativa alla strada, pericolosa in inverno, è la mountain-bike. L'ideale è praticare attività aerobica anche all'aperto per arrivare alla bici già pronti e carburati. I sentieri in mtb richiedono una bici appropriata ed un abbigliamento invernale specifico anche se la velocità più bassa dell'off-road fa sopportare meglio il freddo dell'inverno». Paolo Calvi