«Alfano vive nel secolo sbagliato»

ROMA «Chi cerca oggi una conflittualità sull'amore vive nel secolo sbagliato. Ritengo che una discussione di questo tipo sulle unioni civili nel 2014 rifletta sentimenti, visioni del secolo passato. Penso che oggi chi si ama debba avere la possibilità di vedere riconosciuto il proprio amore e i propri sentimenti». Così il sindaco di Roma, Ignazio Marino ha commentato l'alt del ministro dell'Interno Angelino Alfano alle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all'estero. Continua dunque il dissenso dei sindaci contro la circolare del responsabile del Viminale. Così, dopo i sindaci di Milano, Napoli e Bologna, un altro «non ubbidisco» è arrivato anche dal Roma. E ieri è intervenuto sulla questione anche il sottosegretario al ministero delle Riforme costituzionali, Ivan Scalfarotto. «L'uscita di Alfano è stata francamente improvvida. Il governo ha preso degli impegni molto chiari su questa materia. Il ministro dell'Interno prende una decisione che ha un profilo apparentemente tecnico, ma in realtà pare una fuga all'indietro». E ancora. «Ne faccio una questione politica – ha continuato Scalfarotto – non casualmente la delega alle Pari Opportunità ce l'ha Matteo Renzi quindi ci deve essere un principio di collegialità e prima di affrontare i temi a gamba tesa si dovrebbe ascoltare il presidente del Consiglio». In mezzo alla bufera ieri il ministro Alfano ha risposto attraverso il suo profilo Facebook, parlando di minacce ricevute soprattutto via web. «Dopo le gli attacchi ricevuti da parte di associazioni, giornalisti, esponenti politici e anche qui su Facebook, vorrei ribadire alcuni punti. Su trascrizioni nozze gay occorre distinguere l'ambito giuridico da quello politico». Per quanto riguarda l'ambito giuridico, ha spiegato il ministro «la direttiva non ha nulla di ideologico e da ministro ho fatto solo applicare la legge che i sindaci devono rispettare. E la legge italiana vigente non consente il matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Men che meno consente che due persone dello stesso sesso si sposino all'estero e poi facciano registrare il matrimonio in Italia». «I sindaci -scrive il titolare del Viminale su Fb- quali ufficiali di governo, esercitano attribuzioni nei servizi di competenza statale. Ecco perché i prefetti hanno il potere di annullare le trascrizioni nei registri dello Stato civile dei matrimoni contratti all'estero da persone dello stesso sesso». E ieri il Codacons ha pubblicato sul suo sito web la pagina attraverso la quale i cittadini possono fornire la pre-adesione al ricorso collettivo gratuito al Tar del Lazio, finalizzato ad ottenere l'annullamento della circolare. La battaglia continua.