Ponte della Gerola fenditura sul pilastro Scatta l'indagine
SANNAZZARO Al secondo giorno di ricerche e di sondaggi sul ponte sul Po della Geròla, emerge la prima seria grana strutturare: nascosta per chissà quanti anni alla vista dalla vegetazione spontanea sottostante il ponte, è emersa una profonda fenditura nella spalletta in pietra e calce che sostiene il collegamento della prima arcata del fronte lomellino alla terra ferma. Una spaccatura nella pietra originale, (il ponte risale al 1916, anno della costruzione) che richiederà ampi approfondimenti e, di conseguenza, un intervento di consolidamento specifico. In soli due giorni, la ditta specializzata che sta eseguendo le operazioni di controllo sulla staticità del viadotto, ha rinvenuto questa screpolatura larga sino a due centimetri e posta sul fronte di sinistra del manufatto; e l'operazione prosegue. Si stanno effettuando, non a caso, i carotaggi con l'utilizzo di sonde sulla spalla avariata del ponte; e poi prove di resistenza e di compressione sull'appoggio della prima arcata, proprio quella che verte sulla muratura in cotto originale dove è stata riscontrata la profonda crepa. L'uso di appositi martinetti consentirà di verificare l'effettiva resistenza della spalletta. Già da oggi saranno eseguite altre quattro azioni di "carotaggio", due sulle fondazioni verticali sino ai plinti dei pilastri in acqua, e due sul corpo orizzontale del ponte. Non è detto che possano emergere ulteriori punti su cui si renderà necessario un intervento di ulteriore consolidamento. Il monitoraggio strutturale diventa davvero importante per fare una diagnosi sui problemi. Da mercoledì prossimo, giorno previsto dalla Provincia di Pavia per la chiusura integrale del ponte (previsto il ripristino del passaggio dei mezzi leggeri alla mezzanotte di venerdì 24 ottobre), l'indagine proseguirà a carico azzerato, su tutte le otto arcate e sulle relative giunzioni a pettine. Come noto, solo ad indagini concluse la Provincia analizzerà assieme allo studio tecnico incaricato (Gbrg Engineering) quanto dovrà essere realizzato per elidere le eventuali criticità statiche riscontrate ed arrivare quanto prima alla messa in sicurezza totale del viadotto. Quindi la posa in opera di un pistone retrattile che permetterà il passaggio anche ai bus di linea ed ai mezzi di soccorso attraverso un telecomando a disposizione degli autisti. Paolo Calvi