Tensione Israele-Hezbollah Tre soldati feriti sul Golan
BEIRUT «Risponderemo con forza contro ogni tentativo di attaccarci, sia che questo venga da sud, sia dal nord, sia da ogni altro settore». Con queste parole il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha reagito alla situazione di tensione alla frontiera con il Libano dopo un attacco delle milizie scite di Hezbollah. Due soldati israeliani sarebbero rimasti feriti in modo non grave nell'esplosione di un ordigno avvenuta sul Golan. Secondo la televisione libanese Al Mayadin, vicina a Hezbollah, sarebbero tre invece i soldati rimasti feriti quando un mezzo blindato israeliano è stato colpito da una carica esplosiva nelle Fattorie di Shebaa, una parte di territorio tra Libano, Siria e Israele, occupato dallo Stato ebraico. L'attacco è stato rivendicato dalle milizie di Hezbollah del gruppo intitolato al "martire Ali Hassan Haidar". Una seconda esplosione, senza conseguenze, è avvenuta a poche ore di distanza dalla prima. Il portavoce dell'esercito ha detto che Israele ritiene «responsabili il governo libanese e gli Hezbollah di questa eclatante violazione della sovranità israeliana» e che risponderà «all'aggressione non provocata e continuerà a operare per mantenere la sicurezza nel nord del Paese».