Sassari adesso fa sul serio
di Roberto Sanna Non più una squadra simpatia, che gioca tanto e diverte, segna molti canestri e ne subisce di più, destinata a spegnersi nei momenti che contano. Anche senza rinnegare la propria anima offensiva, il Banco di Sardegna nel 2014 ha vissuto un anno importante perché ha cominciato ad assaggiare il sapore delle prime vittorie: in febbraio la Coppa Italia al Forum, lo scorso week-end la Supercoppa al Palaserradimigni, davanti ai suoi tifosi. Il salto di qualità è evidente, anche perché sono state due vittorie conquistate con due gruppi profondamente differenti: la vittoria nella Final eight è stata sicuramente il momento più alto della dinastia dei Diener, a sollevare al cielo la Supercoppa è stata invece una squadra profandamente rinnovata dopo la rivoluzione estiva. Sono rimasti solo gli italiani (e non è poco) ma evidentemente la società sta dando un'impronta ben precisa e la qualità del mercato è stata sicuramente molto alta perché Milano non si batte per caso. Dal punto di vista strutturale è l'anno primo dopo Travis e Drake, due americani che hanno fatto innamorare i sassaresi. L'ultimo regalo dei cugini di Fond du Lac è stato l'ingresso in Euroleague e la società, al momento di fare il mercato si è mossa molto in quest'ottica scegliendo per la prima volta il 3+4 e andando a cercare giocatori con maggiore forza e atletismo, a costo di perdere qualcosa in talento e tiro da tre. La matrice cestistica resta sempre la stessa e del resto il coach Meo Sacchetti non alcuna intenzione di rinnegare il proprio credo, soprattutto ora che i risultati stanno arrivando. Con Dyson e Logan il Banco ha adesso due guardie efficaci e atletiche, col secondo che sarà anche il faro in Euroleague dall'alto delle sue 102 presenze nella massima competizione continentale. Brooks è un'ala eclettica ed esplosiva, Sanders un mastino in difesa, Lawal il classico lungo verticale che corre e apre il campo. Dalla panchina escono Edgar Sosa, caliente guardia dominicana, e lo spigoloso Miro Todic, lungo che si è già conquistato spazio e credibilità. Senza dimenticare il nucleo storico italiano: Devecchi, Brian Sacchetti, capitan Vanuzzo e Massimo Chessa sono il vero tesoro nascosto del Banco di Sardegna. E come ciliegina è arrivato Marco Cusin, pivot della nazionale. Gli uomini di Meo Sacchetti stavolta fanno sul serio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA