Forza Italia in fermento Quattro volti per un posto
di Fabrizio Merli w PAVIA Una poltrona per quattro. Potrebbe essere questo, parafrasando il titolo di un film di successo degli anni Ottanta, lo slogan che riassume quanto sta accadendo a Pavia, all'interno di Forza Italia. La poltrona è quella del coordinatore provinciale. In precedenza vi sedeva Giampietro Pacinotti. Ma Berlusconi ha azzerato tutte le cariche locali, e ora è libera. Con una sola complicazione: Alessandro Cattaneo ha perso le elezioni. Questo ha avuto, come effetto indiretto, la frantumazione del partito di Berlusconi nel capoluogo. Fenomeno evidente a chi frequenti i Consigli comunali. Il passaggio non è irrilevante, perchè nei piani "guastati" da Massimo Depaoli, Cattaneo avrebbe dovuto iniziare il suo secondo mandato da sindaco (e poi, chissà...) e Antonio Bobbio Pallavicini avrebbe avuto la responsabilità del partito in provincia di Pavia. Adesso, invece, a palazzo Mezzabarba siedono due consiglieri comunali che fanno riferimento a Ettore Filippi (lo stesso Bobbio e Barbara Longo) e altri due che hanno come riferimento l'area Pesato/Cavioni (Andrianos Mitsiopoulos e Carmela Lanave, che di Cavioni è moglie). I candidati, dunque, sarebbero quattro. Il primo e più ovvio è Alessandro Cattaneo. Nominato "talent scout" da Berlusconi, volto mediatico del forzismo 2.0, Cattaneo ha buone entrature politiche, ma al momento, sul territorio, non dispone di truppe particolarmente numerose. Antonio Bobbio Pallavicini, al quale è stato comunque affidato il compito di capogruppo in Consiglio comunale, avrebbe chiesto ai vertici lombardi del partito l'investitura ufficiale a coordinatore della provincia di Pavia. Inevitabile che Cattaneo e l'area "filippiana" entrassero in rotta di collisione. Lo si è visto allorquando l'ex sindaco ha alzato il tiro su Asm Pavia, dicendosi pronto a mettere sul tavolo le dimissioni di Graziano Leonardelli dal Cda dell'azienda di via Donegani. Dall'area del capogruppo Bobbio si sono levati rochi brontolìi di insofferenza. E hanno fatto seguito interpretazioni tendenti a dipingere l'ex Alesindaco come una specie di "perdente di successo", decisamente più attento agli orizzonti romani che alla politica spicciola della città che ha amministrato per cinque anni. In questo dualismo, si inserisce Carlo Belloni. Laureato in economia a Pavia, 58 anni, presidente di Sabrom (la società dietro al progetto dell'autostrada Broni Mortara) e, soprattutto, forte di un'amicizia con l'ex ministro e attuale coordinatrice lombarda, Mariastella Gelmini. Belloni ha iniziato da tempo un percorso di "colonizzazione" del territorio attraverso l'associazione culturale "Agorà". Gli eventi, organizzati nella sede pavese di via Palestro, vedono la presenza fissa dei due ex consiglieri comunali Dante Labate e Valerio Gimigliano, ma ultimamente le conferenze stampa sono state frequentate anche da Ettore Filippi. Belloni potrebbe rivendicare il ruolo di coordinatore provinciale per sè, oppure per qualche seguace: tra i più probabili si segnala Ruggero Invernizzi, attuale consigliere provinciale di Forza Italia. Paradossalmente alternativo a questi gruppi d'azione c'è l'ex onnipotente della sanità lombarda, Giancarlo Abelli. Un astro ultimamente un poco offuscato, ma sempre forte a sufficienza per azzannare al collo chi gli si avvicini con intenzioni non benevole e, magari, per lanciare sul tappeto la candidatura dell'inossidabile Marco Bellaviti, ex assessore all'urbanistica. Salvo (si mormora) stupire tutti puntando con uno scatto di reni al Cda della fondazione San Matteo.