l'opinione

(segue dalla prima pagina) E quanto costa gestirla dal momento che è tenuta così bene e il personale con la divisa della società Sncf abbonda ed è costituito per lo più giovani? La stazione, come le altre nelle quali siamo transitati, è pulita, ordinata, comoda, munita di servizio di informazione. Altrettanto efficienti e moderne quelle dei pullman, con spazi e corsie per decine di autobus che si avvicendano, schermi che indicano ininterrottamente gli orari e le destinazioni. La puntualità in partenza e in arrivo è una norma. Allora ti chiedi: ma la Francia non è tormentata dalla crisi come l'Italia? Si, lo è, ma sembra un altro mondo, i servizi pubblici funzionano e capisci che sono al servizio dei cittadini. Avignone è sovrastata dal Palazzo dei Papi, fortezza medioevale nella quale per un secolo, il XIV, i pontefici, alcuni d'accordo con Roma e altri in dissenso, protetti dal governo francese, hanno vissuto e si sono occupati più di politica che della cura delle anime. Il centro storico è ben tenuto, pulito, ricco di chiese e di giovani, circa 30mila studenti universitari. Con la macchina che avevamo prenotato abbiamo visitato Arles, Aix en Provence, i centri minori del Luberon per poi raggiungere a Lauris i nostri amici, Luciana e Jean Pierre, che hanno lasciato Parigi e si sono trasferiti in Provenza. Ma, dopo una breve informazione sui trasporti disponibili, il giorno successivo la macchina l'abbiamo restituita e abbiamo usato i mezzi pubblici. Speculazioni edilizie ne abbiamo viste poche. Recupero di case e aree dismesse molte. Forse per questo 20 milioni di turisti all'anno visitano la Provenza e l'economia è fatta di turismo e dell'indotto. Attività pulite, eco-sostenibili, ad alto impiego di manodopera, con tanti giovani. Nella settimana trascorsa a visitare parchi, centri storici, chiese e musei ho pensato alla nostra città handicappata per il clima, ma con una storia più importante di quella di Avignone, di Arles, di Aix en Provence e dei paesi non meno interessanti e piacevoli, conquistati da Cesare dopo una lotta senza quartiere, costata circa un milione di morti, per battere Vercingetorige e conquistare la Gallia. La nostra Pavia, castrum romano, capitale del regno dei Longobardi, di cui la Cripta di S. Eusebio del VII secolo, ricettacolo di rifiuti, è una delle pochissime testimonianze. Pavia che conserva uno straordinario patrimonio di chiese romaniche per il quale proponemmo in Consiglio comunale la richiesta all'Unesco di considerarle patrimonio dell'umanità, che andrebbe ripresa. Conquistata dai Visconti e dagli Sforza i quali hanno lasciato il magnifico Castello, l'Università e la Certosa; amata da Maria Teresa d'Austria che ha voluto la sede centrale dell'Università e il teatro Fraschini. Vi sono arrivato a 18 anni quando mio padre, medico condotto in Calabria, a Longobardi, mi aveva convinto a iscrivermi a Medicina. Quando arrivammo la nebbia era densa e mi sono spaventato. Poi mi sono abituato e ho capito che era parte del fascino della città. Per cui, quasi mi manca. Pavia, oggi degradata, sporca, imbrattata come poche altre città (in Provenza non ho visto una scritta sui muri). Il selciato delle vie sconnesso e i ciottoli di fiume buttati da tutte le parti. Le vie del centro storico, compresa quella in cui vivo, usate di notte da centinaia di giovani, classe dirigente di domani, per urinare e vomitare. Pavia violentata dal cemento con migliaia di case vuote, i cinema chiusi e al loro posto ancora case. Pavia con la spesa pro capite più elevata per il gioco con le macchinette, un turnover di negozi impressionante, migliaia di affitti in nero, la più inquinata tra le città lombarde, la più alta percentuale di economia sommersa tra i capoluoghi lombardi. Tutti sintomi di riciclaggio di denaro sporco e di presenza di una potente organizzazione criminale come la ndrangheta, che intimidisce chi si oppone e fa affari come una potenza economica planetaria. Questa non è più la città che avevamo scelto per i nostri studi e per viverci. Perciò faremo di tutto per ripristinare valori, cultura, tessuto urbano. Ma abbiamo bisogno di tutti i cittadini per bene, e sono tanti, che nei momenti di scontri e battaglie dei decenni precedenti, per salvare la città dal cemento e dalla corruzione, insieme a tanti studenti venuti da fuori, hanno partecipato, si sono schierati e hanno vinto.