Sprechi nella sanità San Matteo virtuoso con costi sotto media
Nei dati elaborati dal Cesp a partire da quelli del ministero della salute 2011, tra i "vicini di casa" del San Matteo citati c'è il Niguarda di Milano che ha un indice di complessità dei casi trattati (Icm) più alta di un punto rispetto all'Irccs pavese, e costi di produzione più alti della media del 26%: si spendono 497.995 euro. Parma, che ha in Icm identico a Pavia, spende meno: 327.872 euro rispetto a 383.287 euro. Ma impiega anche il 10% di personale in meno (in euro) rispetto alla struttura pavese. di Anna Ghezzi wPAVIA All'Ospedale Careggi di Firenze il costo di ogni posto letto utilizzato è di 616.469 euro, al San Matteo se ne spendono 383.287, 3 punti sotto la media nazionale (395.795 euro). E se l'Umberto I di Roma, storico policlinico universitario, spendesse quanto il San Matteo risparmierebbe un quarto del bilancio, qualcosa come 137 milioni di euro. E ancora: chissà se al Cardarelli di Napoli le stanze sono più pulite che a Pavia, dato che per le pulizie si spendono 17.583 euro per letto, quasi il triplo che al San Matteo dove l'appalto Meridional, ora scaduto e spesso al centro delle polemiche (anche) per gli stipendi minimi degli addetti, permetteva di pagare 6090 euro a letto contro la media nazionale di 7957 euro. E infine: come si spiega il fatto che a Firenze, Napoli, Catanzaro, Palermo si spendono dai 20mila ai 60mila euro in più della media nazionale (163mila euro) in termini di personale per ogni letto, mentre a Pavia si riescono a fornire cure di alto livello in un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico con un costo di 10 punti sotto la media e una spesa di 146.441 euro a letto? Nella statistica sugli sprechi in ospedale in termini di spesa pubblica il San Matteo si piazza bene: i dati sono gli ultimi liberati dal ministero della salute relativi al 2011 – quando il Dea ancora non era finito – e analizzati dal Centro studi sanità pubblica dell'Università Bicocca di Milano. La spesa degli ospedali vale più di 50 miliardi all'anno sui 112 della spesa pubblica complessiva. La sanità in provincia di Pavia vale 625 milioni l'anno. E in epoca di spending review, un conto è tagliare dove si spende troppo e un conto dove tagliare ancora significa ridurre i servizi. Il San Matteo, contattato per fare una riflessione sui dati – avere un costo del personale per posto letto di 10 punti inferiore alla media nazionale è un bene o un male? Che cosa influisce sui costi di produzione per posto letto utilizzato, che sono così diversi in ospedali simili? – ha preferito non commentare. Risponde invece il direttore generale dell'Asl Alessandro Mauri. L'Asl è infatti incaricata di controllare e pagare le prestazioni fornite ai cittadini dagli ospedali: «Essere virtuosi paga solo se le regole premiano i virtuosi – spiega – mentre fino ad oggi abbiamo sempre subito tagli lineari che mettono in difficoltà chi ha già speso i soldi nel modo giusto. In Lombardia le Asl stanno subendo i controlli della Corte dei conti, eppure abbiamo bilanci in attivo, Regioni meno virtuose hanno lo stesso tipo di controlli? Ci stanno obbligando a tornare al personale del 2004, entro il 2020: c'è un'attenzione ossessiva ai conti, al costo del personale, ma negli ospedali della provincia ci sono carenze di personale importanti, altrove di personale ne hanno in abbondanza e si vede anche dai numeri. Eppure ci viene chiesto di ridurre ancora: non è un obiettivo raggiungibile garantendo parità di servizio. E se dal 2004 in Lombardia abbiamo incrementato il personale è perché abbiamo fornito più servizi, mantenendo sempre e comunque i bilanci in attivo. I numeri dunque non bastano a descrivere una struttura sanitaria e il servizio offerto: pulire un ospedale fatto di tanti padiglioni costa di più, a livello di tempo e logistica, di un ospedale monoblocco».