I periti: «Alberto aveva 13 possibilità su un miliardo di non sporcarsi le scarpe»

Alberto Stasi (nella foto) aveva 13 o al massimo 16 possibilità su un miliardo di non calpestare nemmeno una macchia di sangue sul pavimento e sui due gradini della scala della villa dove trovò il corpo senza vita di Chiara Poggi. E la ragazza è stata uccisa in un tempo più breve di quanto ipotizzato all'inizio, quindi potrebbero essere rivisti anche i tempi dell'alibi: non solo 23 minuti, ma uno spazio temporale più ampio. Sarebbero i risultati più dettagliati emersi dalle perizie. Nella ricostruzione della camminata di Stasi nella villa , di cui si discuterà domani in aula, i periti nell'indicare come fosse «pressochè impossibile per l'imputato evitare di calpestare macchie di sangue», oltre a scartare «l'evitamento implicito» su cui si era dibattuto nel processo di primo grado, hanno eseguito un milione e 350 mila simulazioni sui 2 gradini e la zona davanti e dietro la porta che conduce al seminterrato. Partendo dal presupposto che Stasi nei suoi interrogatori non è riuscito a chiarire se fosse sceso per uno o due gradini della scala sulla quale trovò il cadavere della fidanzata, hanno analizzato due alternative. La prima considera il percorso di 8 passi per via dell'esclusione del secondo gradino e «un innaturale» movimento di Alberto («arretramento sui propri passi senza girare il piede sul gradino»): secondo i calcoli «si ottiene per la probabilità composta il valore 0.0000316% se il percorso ha inizio con il piede sinistro e di 0.0000320% con il destro. Se si considerano 10 appoggi», incluso quindi il secondo gradino, «si ottiene il valore 0.0000016% se il percorso inizia con il sinistro ed il valore 0.0000013% con il destro». Percentuali che «vanno ancora diminuite» in base ad altri parametri. Infine, ricostruendo la dinamica dell'omicidio, ipotizzano che Chiara, dopo essere stata gettata sulle scale «sia stata raggiunta, nuovamente colpita e spinta per i piedi verso il basso».