«I ministri Ue dimenticano il riso»

MORTARA Il recente consiglio informale dei ministri agricoli dell'Unione europea non ha toccato il tema del riso. Questo malgrado il ministro Maurizio Martina avesse già da tempo inviato a Bruxelles la richiesta di applicazione della clausola di salvaguardia per contrastare le importazioni di riso Indica a dazio zero dalla Cambogia. «Purtroppo a Milano non si è toccato l'argomento che più sta a cuore a centinaia di risicoltori di Lomellina, primi in Europa – commenta Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia – e questo non è un buon segnale per le aziende agricole, che proprio in questi giorni sono impegnate nel raccolto: molte di loro sono preoccupate per il futuro, ma l'Ue sembra disinteressarsene». Qualche speranza potrebbe arrivare dall'incontro in agenda oggi a Roma. «Attendiamo l'incontro al ministero convocato per discutere del dossier riso – dice Giovanni Daghetta, presidente regionale della Cia e risicoltore a Robbio – nella speranza che il governo mantenga gli impegni e sia considerata la difficile situazione in cui si trovano le nostre aziende». Anche Coldiretti Pavia continua a seguire da vicino l'evoluzione della situazione. Oggi a Roma ci sarà anche il direttore Giovanni Roncalli. «Dobbiamo continuare a lavorare a livello comunitario, ma anche nazionale – spiega – perché anche per il riso occorre introdurre al più presto l'etichettatura di origine». Il presidente provinciale Coldiretti, Wilma Pirola, ritiene che «per salvare la risicoltura italiana occorre anche riscrivere i rapporti con industria e mediatori, e rivedere l'attività dell'Ente nazionale risi». L'esito del Consiglio dei ministri informali lascia con l'amaro in bocca anche Giovanni Fava, assessore regionale all'Agricoltura. «La risposta che il mondo agricolo si attendeva non è arrivata – dice – e mi riferisco in particolare ai 165 milioni di euro che l'Unione europea destinerà all'ortofrutta: l'Italia e altri Paesi avrebbero auspicato provenissero dal bilancio extra-agricolo». (u.d.a.)