Minorenni stranieri Interpellata la prefettura
PAVIA Per la gestione dei minori stranieri non accompagnati, l'onere della decisione passa alla prefettura. Sono stati il sindaco Massimo Depaoli e l'assessore alle politiche sociali, Alice Moggi, a scrivere due lettere. La prima, indirizzata al questore per rendere noto che il Comune di Pavia non è più in grado di farsi carico di nuovi minori; la seconda al prefetto per chiedere che assuma un ruolo di coordinamento "smistando" i minori anche su altri centri della provincia. Il problema, per il Comune di Pavia, oltre che logistico è soprattutto di natura finanziaria. Le rette di mantenimento dei minori in strutture specializzate rischiano di incidere in maniera pesantissima sul bilancio del Mezzabarba. «In settimana – spiega l'assessore Moggi – avremo un incontro con l'Imam di Pavia per discutere dei minori di religione musulmana e della possibilità che vengano affidati a famiglie del loro stesso Paese (quasi tutti i minori sono egiziani ndr). Nel frattempo abbiamo fatto domanda di accreditamento, per dieci posti, al villaggio San Francesco da parte del sistema Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che ci consentirebbe di avere 45 euro al giorno per ciascuno dei dieci posti». Negli ultimi giorni, il ritmo degli arrivi, che nelle scorse settimane aveva raggiunto livelli preoccupanti, si è attenuato. A Pavia non sono più arrivati minorenni provenienti dall'Egitto, ma qualcuno originario dell'Albania. Inoltre, alcuni dei minori che erano stati presi in carico da Pavia sono stati rimandati al Comune nel cui territorio erano stati segnalati per la prima volta. Nonostante tutto ciò, la situazione continua ad essere di impatto per il sistema dei servizi sociali di Pavia. Per questo è necessario che la prefettura eserciti i propri poteri mettendo a punto un programma di suddivisione dei minori stranieri tra i Comuni della Provincia. (f.m.)