Il Sinodo apre le porte ai fedeli risposati

CITTÀ DEL VATICANO Al via in Vaticano il Sinodo Straordinario sulle sfide attuali alla pastorale familiare. Sul tavolo sfide molteplici: dalla richiesta di riconoscimento delle coppie gay alla violenza in famiglia sulle donne e i minori. Ma è stato il tema dei divorziati risposati (se devono accedere al sacramento della Comunione) a prendere subito il sopravvento nei lavori di ieri. E Papa Francesco aprendo i lavori ha raccomandato con la sua consueta schiettezza di «parlare chiaro» e «con paressia» (termine greco che indica libertà di essere sinceri, ndr). Nella «relatio» del cardinale Peter Erdo, primate d'Ungheria e presidente dei vescovi europei, si precisa che «i divorziati risposati civilmente appartengono alla Chiesa. Hanno bisogno e hanno il diritto di essere accompagnati dai loro pastori». Parole particolarmente importanti e innovative con le quali il cardinale Erdo ha aperto un piccolo varco che nel corso del dibattito potrà forse diventare un'autostrada. Le vie indicate da Erdo nel suo testo sono due: l'allargamento della nullità matrimoniali che potrebbero in futuro essere dichiarate direttamente dei vescovi e il modello ortodosso che (dopo un percorso penitenziale) consente nuove unioni non sacramentali. Dalle risposte alle 38 domande del Questionario voluto da Papa Francesco emerge anche «un ampio consenso» sulle persone di tendenza omosessuale che «non devono essere discriminate». Ma, ha sottolineato Erdo «emerge con altrettanta chiarezza che non è attesa una equiparazione di questi rapporti con il matrimonio tra uomo e donna». A presiedere i lavori che si concluderanno fra due settimane sono i cardinali Andrè Vingt-Trois, francese, Antonio Luis Tagle, filippino, e Damasceno Assis, brasiliano, scelti da Bergoglio sulla base dell'indicazione democraticamente espressa dal Consiglio, a sua volta eletto. Il Pontefice ha poi deciso di affidare direttamente al Sinodo la stesura del documento finale e non riservarla a se stesso (come è sempre avvenuto finora, quando l'assemblea approvava delle "propositiones" lasciando al Papa il compito di organizzarle e integrarle in una sua Esortazione Apostolica post-sinodale, pubblicata in genere due anni dopo l'assemblea). Questa decisione «è una novità assoluta», ha sottolineato il segretario generale del Sinodo, il cardinale Lorenzo Baldisseri. Nella conferenza stampa a conclusione dei lavori mattutini, monsignor Bruno Forte, segretario generale ha sottolineato che il Sinodo occorre farlo «con un approccio anche di tenerezza, perché parlare in astratto di divorziati risposati può essere facile, ma ci sono a volte bagagli di sofferenze... Se incontri queste persone, capisci le loro sofferenze e quindi servono tenerezza e misericordia nel dire la dottrina», ha detto Forte che ha poi aggiunto: «Non è che la fede della Chiesa possa cambiare, ma occorre "dirla" alle persone concrete, reali, perché essa sia sentita non come una clava che ti giudica ma come una voce di salvezza che ti raggiunge».