Aree edificabili, marcia indietro

GARLASCO Nei primi mesi dell'anno a Garlasco all'ufficio edilizia sono state presentate 284 pratiche edilizie. Piccoli ampliamenti, ristrutturazioni e qualche nuova costruzione di privati. Niente a che vedere, anche in prospettiva, con i dati pre crisi: si superavano le 500 pratiche all'anno. «E'il segnale che non siamo morti, ma c'è tanto da fare ancora», spiega il sindaco Pietro Farina. Spiragli positivi ci sono, ma anche segnali che la crisi morde ancora a Garlasco. Diversi privati hanno chiesto al Comune di fare tornare i loro terreni edificabili (su cui pagano le tasse) in agricoli (su cui si pagano tasse inferiori). In tutto si parla di circa 30mila metri di terreno alla periferia di Garlasco dove non si costruirà nulla vista la crisi che mette a dura prova la voglia di edificare da parte di privati e costruttori professionali. Intanto a Garlasco si sta mettendo mano al piano di governo del territorio, il documento che regola lo sviluppo della città. Ci sono stati incontri recenti tra l'amministrazione di Pietro Farina, i cittadini ed i costruttori. Il nuovo Pgt sta insomma nascendo cercando un consenso trasversale per il rilancio di Garlasco, che resta comunque uno dei centri più attrattivi della Lomellina per la sua posizione strategica. E quali sono le iniziative al vaglio dell'amministrazione? In primo luogo c'è un bonus da 50 metri quadri di nuove costruzioni per chi volesse ampliare la propria casa o la propria attività (ovviamente nel rispetto degli spazi di vicinato). Poi c'è allo studio anche una suddivisione dei lotti costruttivi attualmente presenti, ma non utilizzati. Un esempio. Se su 1000 metri quadri di terreno possono costruire due vicini, ma uno dei due non vuole, si divide il lotto a metà e si dà la possibilità di costruire a chi è pronto ad investire. Un'altra misura che potrebbe essere inserita nel nuovo piano di governo del territorio di Garlasco è poi quella di un piano per agevolare il recupero edilizio del centro storico dove ancora oggi ci sono diversi edifici privati in condizioni di semi abbandono o addirittura di abbandono totale. «L'ipotesi è quella di mettere in campo ogni strumento per favorire i cantieri in città – sottolinea il sindaco – Vogliamo animare un settore che anche a Garlasco, magari meno che altrove, è in difficoltà». «Qualcosa si sta muovendo – ha ricordato dopo l'incontro di giovedì con i costruttori l'assessore comunale ai Lavori Pubblici Francesco Santagostino – Basti pensare anche al raddoppio dell'Ambrovit». Sandro Barberis