Nuovo piano sismico «I costi aumentano ma c'è più sicurezza»
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Rischio sismico: il comune pioniere in provincia di Pavia è quello di Varzi che da circa 30 anni applica in edilizia i criteri anti-sismici che dal 14 ottobre Regione Lombardia estende anche al 90% dei comuni pavesi. Varzi è il più virtuoso e in questa riclassificazione passa, curiosamente, dalla fascia 2 alla 3. «Una questione di omogeneizzazione del territorio» hanno spiegato i tecnici del Pirellone. Mentre gli altri comuni slittano dalla fascia 4 alla 3 (in una scala da 4 a 1), con un incremento del livello di rischio. L'allarme rimane molto basso solo per alcune zone della Lomellina che confinano con il vercellese e il novarese. «Questo salto di soglia, che riguarda almeno 170 comuni nella nostra provincia, costringe tutti a intraprendere un nuovo processo culturale – spiega Augusto Allegrini, presidente dell'Ordine degli Ingegneri –. Presuppone una serie di approcci diversi anche nel calcolo applicato agli edifici strategici, scuole, ospedali, cinema, palestre, municipi. Noi come Ordine stiamo già programmando aggiornamenti intensi all'interno della categoria. Sono necessarie forme di calcolo più approfondite e moderne, ragionando su come un edificio risponde in termini di evento sismico che, nella nostra zona, non va distinto da un altro rischio, quello idrogeologico». Un nuovo approccio sul nuovo ma anche sul vecchio, sul patrimonio preesistente che in molti centri, a cominciare dal capoluogo, è datato. «Sugli edifici strategici è in atto una verifica – aggiunge Allegrini –. Saranno visionati dai cosidetti "agibilitatori" che li dovranno valutare in un'ottica diversa, non più come se fossero in fascia 4 ma nella 3». Nuove regole, più restrittive, porteranno a un aumento di costi. «Circa il 20% sulle strutture – calcola Allegrini –. Un costo sociale che si recupera con il fatto che avremo strutture più sicure». «Per noi queste normative arrivano in un momento in cui il settore subisce una crisi profonda – spiega Alberto Righini, presidente dell'Ance, associazione nazionale costruttori edili – . Gli edifici saranno più sicuri, ma a costi più alti. Noi auspichiamo che queste regole restrittive vengano applicate anche nell'ottica di una conversione del patrimonio pubblico: scuole, ospedali, municipi che oggi sono obsoleti e meno sicuri». Il Governo ha previsto una deroga alla spending review per quanto riguarda il patrimonio scolastico. Ma i tempi non sono noti. «Solo ricominciando a investire in opere pubbliche si potrà riaccendere il motore per la riqualficazione del Paese – spiega Righini – e questo contribuirebbe inoltre a risollevare il settore edile sprofondato in una grave crisi». Poco cambia invece nella strategia della Protezione civile. «Ogni comune che si trova in zona sismica deve avere un piano di emergenza – spiega Massimiliano Milani, coordinatore della Protezione civile provinciale – . L'attenzione maggiore è rivolta ovviamente agli edifici strategici che ospitano molte persone come le scuole e gli ospedali. Molte strutture, soprattutto nei piccoli centri, sono datate».