Cocaina, maxi sequestro a Voghera
Pochi mesi fa, all'inizio di agosto, gli uomini del capitano Zio (nella foto) avevano eseguito il più grosso sequestro di stupefacenti mai fatto in provincia di Pavia. I militari del nucleo operativo e radiomobile avevano arrestato Moncef Bekhouche, un algerino di 40 anni (parente dell'altro algerino arrestato ieri), con numerosi precedenti penali per stupefacenti. Addosso aveva tre chili di cocaina, gli altri 36 erano chiusi in un armadio di casa sua. Lo stupefacente era puro, ancora da tagliare: un valore di due milioni di euro «all'ingrosso», che sarebbero diventati sei milioni o più dopo la lavorazione con le sostanze da taglio e la divisione in dosi. Secondo la versione ufficiale i carabinieri erano arrivati a lui per caso: in realtà è probabile che fossero sulle tracce dei suoi clienti vogheresi. Non i clienti finali ma la filiera di spacciatori medi e piccoli che poi avrebbero provveduto a far circolare la droga a Voghera e nel resto dell'Oltrepo. E' chiaro infatti che i tre chili di cocaina pura che Bekhouche aveva nella borsa erano destinati solo al mercato oltrepadano. di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Un maxi sequestro di droga, per un valore complessivo di quasi 500 mila euro al dettaglio, grazie a un blitz dei carabinieri compiuto fra Voghera e Milano. Gli uomini del capitano Francesco Zio hanno sequestrato tre chili di cocaina pura, uno dei quali destinato al mercato vogherese, e quasi 100 mila euro in contanti. A finire in manette sono stati due nordafricani: Sadik Badri, 33 anni, un marocchino ufficialmente senza fissa dimora ma che abita da tempo in varie sistemazioni di fortuna a Voghera; Hacene Bekhouche, 50 anni, un algerino residente in via Friuli a Milano. L'altra mattina, verso le 11, una pattuglia del nucleo radiomobile di Voghera nota due nordafricani che confabulano tra di loro a Medassino, a poca distanza dal bar Cavallino. Invece di fermarli per un controllo, i carabinieri decidono di avvisare la centrale operativa, che invia sul posto una pattuglia in borghese del nucleo operativo. L'auto-civetta arriva appena in tempo per vedere i due che salgono su una Ford Focus, che poi imbocca l'autostrada verso Milano. I carabinieri li seguono da lontano per tutto il giorno, alternandosi per non dare nell'occhio: in tutto partecipano una decina di militari in borghese, con lo stesso capitano in prima fila. Alle 20.30, in via Friuli, Bekhouche si apparta per qualche minuto: poi ricompare e consegna qualcosa a Sadik Badri, che è rimasto ad aspettarlo in auto. A sua volta Badri consegna qualcosa a Bekhouche. A quel punto i militari decidono di intervenire e bloccano subito la Ford Focus. Nascosto sotto il sedile del conducente c'è un pacco di cellophane, sigillato con abbondante nastro adesivo. Dentro c'è un chilogrammo di cocaina pura. Badri viene quindi arrestato e portato in camera di sicurezza a Voghera. Nello stesso tempo, gli altri carabinieri continuano la caccia. Bekhouche si allontana da via Friuli in autobus, sempre seguito dai carabinieri in borghese. Il 50enne algerino fa un po' di trasbordi, per cercare di depistare eventuali inseguitori. Quando scende in corso Buenos Aires i militari decidono di fermare anche lui. I carabinieri lo placcano e lo fanno stendere a terra, per ammanettarlo. Un'anziana lì vicino assiste alla scena e si mette a gridare per chiedere aiuto: dato che i carabinieri sono in borghese, ha pensato che si tratti di rapinatori. Il capitano deve quindi qualificarsi come ufficiale dell'Arma, per tranquillizzare gli animi. Interviene anche un'altra donna, che dice di essere un medico e si dichiara pronta a medicare Bekhouche nell'eventualità che sia rimasto ferito nel fermo: ma per fortuna non ce n'è bisogno. Il 50enne algerino ha in tasca 25.500 euro: il pezzo pagato da Badri per la fornitura della droga destinata a Voghera. Una cifra del genere in contanti è più che sufficiente per suffragare la decisione di eseguire anche una perquisizione domiciliare. In casa, nascosti in un armadio, Bekhouche ha numerosi altri pacchi di cellophane: dentro ci sono più di due chili di cocaina, divisa in panetti. In un cassetto ci sono invece altri 74 mila e 110 euro. L'algerino, che è sposato e vive con la moglie, scagiona la consorte, dicendo che la donna non sapeva nè della droga nè dei soldi. In tutto i carabinieri hanno sequestrato quindi 99.610 euro e tre chilogrammi di cocaina pura, per un valore stimato di 150 mila euro all'ingrosso. «Da tre kg di cocaina - spiegano gli inquirenti - con il taglio si possono ottenere circa nove kg di droga pronta per il consumo. Quindi sul mercato al dettaglio possiamo ipotizzare un valore di circa 450 mila euro o più». I due arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di San Vittore. I quasi 100 mila euro sequestrati sono stati depositati su un libretto di custodia giudiziaria. Il mancato arrivo sul mercato vogherese di un chilo di cocaina ha già provocato un aumento del costo medio della singola dose. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA