Inceneritore rifiuti, Dario Scotti chiamato in aula come testimone il 31 ottobre
Inceneritore Scotti Energia, il processo si riaggiorna al 31 ottobre. E il patron della società, Dario Scotti (nella foto), viene chiamato a testimoniare. Il processo a carico di dieci persone - tra ex impiegati dell'impianto, chimici di laboratorio, responsabili delle analisi sui rifiuti e trasportatori che devono rispondere, a titolo diverso, di truffa e traffico illecito di rifiuti - ieri ha acceso i riflettori sulla deposizione dei consulenti dell'accusa. Quattro i periti che hanno presentato le loro conclusioni. E non del tutto allineate tra loro. I tre consulenti che hanno redatto una perizia collegiale ieri in aula hanno in parte confermato la tesi dell'accusa. Mentre la difesa di Cinzia Bevilacqua - impiegata dell'ufficio amministrativo di Riso Scotti Energia, rappresentata dall'avvocato Giuseppe Roccioletti in sostituzione della collega Alessandra Stefàno - ha evidenziato diverse incongruenze che, a suo parere, emergono dalla relazione del quarto consulente, Sandro Cozzupoli, ex ingegnere dell'Arpa Lombardia. Secondo il consulente alcuni ritiri di rifiuti, poi destinati all'inceneritore e quindi alla combustione, non sarebbero stati conformi. E ha puntato l'indice sulle modalità di schedatura del materiale: un codice per le sostanze pericolose, un altro codice per quelle non nocive. Sull'interpretazione di questi documenti ha sollevato un'eccezione l'avvocato Yuri Lissandrin, difensore di uno degli analisti imputati. Il processo prosegue il 31 ottobre con la citazione dei vertici di Scotti Energia e Gse (gestore servizi energia), già usciti dal processo perché hanno scelto altri riti. Per quella data è stato convocato in qualità di testimone anche il patron Dario Scotti che potrà farsi assistere da un difensore di fiducia o avvalersi della facoltà di non rispondere in quanto imputato in un procedimento connesso a Roma. (m.g.p.)