«Subito il piano industriale o in Maugeri è sciopero»
di Linda Lucini wPAVIA Dieci giorni e poi basta. I sindacati lo dicono pacatamente, ma è proprio un ultimatum quello che danno alla Fondazione Maugeri: «Sciopero generale di tutte le sedi se entro dieci giorni non arrivano il piano strategico e le alternative al taglio degli stipendi». I dipendenti sono pronti a incrociare le braccia per tutto il giorno il 13 ottobre. Inoltre hanno dato mandato alle segreterie di Cgil, Cisl e Uil di richiedere formalmente un incontro alla regione per conoscere formalmente le intenzioni del Pirellone sulla situazione Maugeri. A far saltare i nervi ai sindacati è stato il rinvio da parte dei vertici della Fondazione dal 1° al 22 ottobre. Troppo tardi secondo le organizzazioni sindacali che sono preoccupatissime: il tempo stringe (Maugeri deve rientrare di 20 milioni di euro entro fine anno) e le possibilità di trattare rischiano di essere risicate. Qualcuno adombra anche la possibilità che si voglia tirare in lungo per poi alla fine far dichiarare da un giudice la gravi condizioni economiche in cui versa la Fondazione e a quel punto rendere inevitabile il passaggio al contratto privato per i lavoratori che si vedrebbero ridotto lo stipendio dell'8 al 26 per cento. «Nell'ultimo incontro ci avevano detto che stavano lavorando a proposte alternative al cambio del contratto da pubblico a privato – dice Gilberto Creston (Cgil) – noi abbiamo l'esigenza di confrontarci con i lavoratori sul merito di ciò che loro intendono proporre. Attendiamo proposte serie e costruttive da parte della dirigenza. E poi abbiamo necessità di vedere il piano industriale e il nuovo piano organizzativo aziendale. Bisogna stringere i tempi perchè solo così potremo sapere se le proposte sono di rilancio della Fondazione e non di cessione di pezzi di Maugeri. Solo in vista di un rilancio i lavoratori possono fare sacrifici». «La crisi della Fondazione – dicono in coro i delegati riuniti nella saletta sindacale – è tale che richiede interventi straordinari, un conto è farlo in un'ottica di rilancio, il che vuol dire il mantenimento dei posti di lavoro e delle professionalità, un conto è rinunciare a dei diritti senza sapere cosa accadrà nei prossimi anni». Lo stoccata all'azienda la dà Mimmo Galeppi (Uil): «Vogliamo metterli alla prova per vedere se mantengono l'impegno preso con i lavoratori e come si comportano con i 30mila cittadini che hanno firmato a sostegno della battaglia dei dipendenti. Se non arriveranno risposte serie significa che i vertici hanno già scelto la strada di andare da un giudice e di far applicare direttamente il contratto privato. Inoltre vorrei che si tenesse conto che da luglio ad oggi le prestazioni di Maugeri sono diminuite, lo stallo di questa vicenda porta al collasso. Che l'azienda lo sappia». «I lavoratori insieme a Cgil, Cisl e Uil sono stati ragionevoli fino ad oggi – dicono i delegati sindacali – e non hanno mai compromesso l'attività lavorativa. Se verificassimo che c'è mancanza di trasparenza da parte dei vertici, non esiteremo ad assumere tutte le iniziative necessarie». I sindacati non appena avranno in mano le proposte richieste alla Fondazione convocheranno un'assemblea generale dei lavoratori e al momento ribadiscono che «resta confermato che fino al termine delle trattative verrà mantenuto il contratto in essere senza alcuna decurtazione degli stipendi».