«Lasciamo l'estero, produciamo a Pavia»

di Linda Lucini wPAVIA Zambon ha scoperto le carte sul futuro dello stabilimento di via Emilia. L'ha fatto ieri nell'incontro in Comune con il sindaco Massimo Depaoli e ha assicurato che «ritiene l'investimento su Pavia strategico e fondamentale per le politiche industriali aziendali». Non solo Zambon prevede anche lo sviluppo dell'attività nel polo pavese: «Porteremo a Pavia farmaci che ora vengono prodotti all'estero in altri siti Zambon». Una rassicurazione questa per i 196 lavoratori della fabbrica che temevano di ritrovarsi a produrre solo farmaci in conto terzi per Merck e per soli tre anni, come per ora prevede la lettera di intenti firmata per la cessione dello stabilimento. L'amministratore delegato di Zambon Maurizio Castorina Castorina ha ribadito che la famiglia Zambon da 108 banni9 nel settore farmaceutico, con l'acquisto dello stabilimenti di Pavia vuole andare in controtendenza e dimostrare che è ancora possibile fare impresa sana in Italia. Castorina ha chiarito che lo stabilimento ha una capacità produttiva di 4 miliardi di compresse e, visto che con i farmaci che si realizzeranno ancora per Merck si arriva solo a 480 milioni, ha deciso di fare attività di scouting per assicurarsi altri farmaci da produrre conto terzi. Per poter realizzare tutto ciò ci vorrà tempo. La multinazionale vicentina ha spiegato che, tra certificazioni e modifiche delle tecnologie produttive per realizzare i farmaci ora all'estero, serviranno un paio d'anni ed è per questo che si sono attestati su un organico di 116 lavoratori. A dir la verità, la multinazionale ne avrebbe voluti prendere meno di 100, poi la cifra è lievitata fino a 116 e con tale numero di dipendenti lo stabilimento gli verrà consegnato da Merck a fine anno. Non saranno loro quindi a gestire gli 80 dipendenti dipendenti in esubero, bensì Merck. Pierluigi Antonelli di Merck ieri ha ribadito che si aprirà una fase di incentivazione all'esodo sulla base di quanto già concordato con i sindacati ed ha confermato che entro il 31 dicembre la multinazionale americana se ne andrà. Stando al piano concordato con i sindacati ai lavoratori in esubero saranno versate fino a un massimo di 48 mensilità lorde comprensive di anzianità, tredicesima, quattordicesima, bonus aziendali e il premio di partecipazione che è di 1800 euro. A tutto ciò si aggiungono il servizio di collocamento esterno di 12 mesi e l'attivazione di corsi di formazione a carico di Merck. Secondo la multinazionale americana la politica degli incentivi potrebbe da sola evitare la scelta tra quali lavoratori resteranno in azienda e quali lasceranno. Opinione che al momento sembra ottimista, ma tutto dipenderà anche dalla nuova trattativa che si aprirà con i sindacati sugli incentivi alle dimissioni. Merck comunque assicura che «avvierà un'ulteriore interlocuzione con i sindacati». Anche l'amministratore delegato di Zambon ha già annunciato che è disponibile a incontrare le organizzazioni sindacali fra 15 giorni, non prima perchè i vertici sono impegnati in una trasferta in Cina. Castorina durante l'incontro ha apprezzato la riduzione Imu sugli immobili decisa dal Comune per le aziende che si insediano a Pavia e mantengono significativi livelli occupazionali: «Un buon supporto, lo riproporrò anche al Comune di Vicenza». «Abbiamo mantenuto la destinazione produttiva di quell'area – ha detto a fine incontro Depaoli – e lo si è fatto con un'azienda seria e non con degli avventurieri. Tanto più con un'impresa storica che promette di investire sullo sviluppo. Speriamo che l'occupazione con i progetti del futuro di Zambon possa riprendere». Soddisfatto anche il consigliere Davide Ottini che da mesi segue la vicenda Merck per il Comune: «Non dimentichiamo che si è partiti con lo stop alla fabbrica e con 270 lavoratori lasciati a casa. Dopo un anno abbiamo salvato lo stabilimento e 116 lavoratori con prospettive positive per l'occupazione nel futuro».