Metano, Lomello boccia le trivellazioni «Rischio terremoto»

In Lomellina attualmente sono sei i permessi di ricerca per idrocarburi nel sottosuolo, approvati dal ministero dello Sviluppo economico. Sei società possono studiare geologicamente (quindi senza carotaggi) il suolo per capire se c'è gas metano. Poi ogni passo in avanti, fino ad un'eventuale perforazione, necessita di passaggi burocratici. Quello più avanzato dal punto di vista dell'iter è il permesso Corana a Velezzo. Poi c'è il maxi permesso di Enel Longanesi chiamato "Gallia" che tocca 18 comuni della Lomellina meridionale, da Breme a Sannazzaro passando per Mede: eventuali scavi tra il 2017 e il 2018. Ma non finiscono qui i permessi. C'è quello "Vigevano" capeggiato da Eni (ma attualmente sospeso) che comprende una zona che va da Vigevano a Castello d'Agogna e quello "Cascina Graziosa" a Cassolnovo e Gravellona. Nella zona da Robbio a Candia c'è il permesso Vercelli concesso alla Petroceltic, che ha anche una concessione a Confienza. E proprio in quella zona si è già scavato nel 2006: a Robbio la British Gas trivellò fino a 4000 metri, il gas c'era, ma non era immettibile in rete. Per Robbio sfumarono milioni di euro. LOMELLO Il sottosuolo lomellino è nel mirino dei cercatori di metano, ma i sindaci temono che i loro Comuni possano far la fine dei centri emiliani sconvolti dal terremoto. Finora i Comuni lamentavano di non essere stati coinvolti in eventuali benefici economici in caso di apertura dei pozzi, l'altra sera invece Lomello ha puntato il dito su un altro problema. In consiglio è stata approvata una mozione che boccia la trivellazione del progetto "Gallia" di Enel Longanesi, che comprende anche il territorio comunale. Nella mozione vengono spiegati i rischi che il carotaggio e le trivellazioni potrebbero creare al sistema idrogeologico delle zone interessate, ma non solo. «Sacche d'aria nel sottosuolo possono causare anche smottamenti – ha spiegato Giuseppe Pastorini, vice del sindaco Silvia Ruggia -. Il riferimento va alla Regione Emilia che nel 2012 è stata soggetta a terremoti anche violenti, per motivi che alcuni studiosi collegano alle trivellazioni in atto. Vogliamo coinvolgere anche altri Comuni della zona per sottoscrivere un documento come il nostro». La Lomellina infatti è sempre più zona studiata per la presenza di gas metano nel sottosuolo. Lomello ha espresso un parere che non ha alcun valore burocratico, dato che la pratica deve ancora iniziare, contro la maxi area di ricerca "Gallia", ma intanto a pochi chilometri da Lomello nell'arco di qualche mese potrebbero entrare in funzione le trivelle. Si tratta del progetto, regolarmente depositato in Regione e la cui pratica sta procedendo, della Compagnia Generale Idrocarburi per perforare nelle campagne tra Velezzo Lomellina, Semiana e Lomello nell'ambito del permesso di ricerca "Corana". La postazione prevista per scavare fino a 2800 metri è a lato della provinciale Velezzo-Semiana-Lomello, in un'area ampia come due campi da calcio. Il progetto, a disposizione sul portale regionale Silvia, assicura che non ci sono rischi. «La pratica è ferma in Regione da quanto sappiamo – sottolinea il sindaco di Velezzo, Raffaele Marini – Nel progetto ci sono i rapporti dei geologi che, nonostante la conformazione del territorio lomellino, assicurano che non ci sono rischi. Per ora attendiamo lo sviluppo della pratica prima di esprimerci». Nel permesso Gallia il centro principale coinvolto è quello di Mede: «Siamo pronti a protestare come Lomello, ma qui di ufficiale non abbiamo mai visto nulla – spiega il sindaco Lorenzo Demartini – Una volta che mostriamo dissenso, non sappiamo a chi indirizzarlo». (p.c. e s.bar.)