Lombardi: «Non abbiamo insabbiato gli ammanchi»

STRADELLA «Non c'è stata alcuna denuncia in ritardo, anzi abbiamo agito rispettando la legge e nel rispetto delle persone coinvolte». Sulla vicenda dell'arresto del dipendente comunale, per presunti ammanchi dalle casse dell'ente, ha deciso di intervenire, dopo mesi di silenzio, l'allora sindaco Pierangelo Lombardi, ora capogruppo consiliare di "Torre Civica". A Lombardi non sono piaciute le affermazioni di Antonio Curedda, che in consiglio comunale aveva parlato di «denuncia arrivata troppo in ritardo, quando ormai la notizia di reato si era diffusa in ambienti sociali e nello stesso Comune». Ma l'ex sindaco non è d'accordo: «Purtroppo c'è chi crede sempre di avere la verità in tasca, ma io ho la coscienza pulita – attacca Lombardi, riferendosi al suo ex assessore -. Siamo venuti a conoscenza di questo problema dopo il 4 novembre e abbiamo subito avviato una complessa indagine interna per verificare eventuali responsabilità, tra l'altro distogliendo i dipendenti da altre mansioni». Lombardi rivela come all'inizio si pensasse ad errori nella contabilità ed è solo quando si concretizzò la possibilità di un reato che l'amministrazione comunale decise di informare la magistratura: «Quando abbiamo avuto la certezza della presenza di un reato abbiamo sporto denuncia – ricorda ancora l'ex sindaco -. Ed è un caso che questo sia avvenuto tre giorni dopo che il consigliere Curedda aveva presentato un'interrogazione scritta, chiedendo chiarimenti sulla questione». Quindi nessun tentennamento e nessuna volontà da parte della maggioranza di insabbiare l'accaduto: «La vicenda, che tra l'altro non si è ancora conclusa, è stata un duro colpo per l'amministrazione e per i dipendenti. Nonostante questo abbiamo agito correttamente e non accettiamo lezioni di moralità da nessuno» conclude Lombardi.(o.m.)